Leica M9 monochrom, la magia del bianco e nero e un modo ortodosso per riprenderlo - The Visual Experience
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La notizia era nell’aria da qualche tempo. Leica prepara una macchina con un sensore in Bianco e Nero. Dopo Kodak anni fa e un dorso dedicato a scopi scientifici. E ora l’annuncio è ufficiale, la macchina è stata presentata assieme ad una speciale versione Hermès in serie limitata della M9-P da 300 esemplari e 25.000 dollari. L’annuncio Leica non si limita a questa macchina ma a anche ad un nuovo 50 mm f/2 con lente apocromatica e una nuova “compatta” da 16Mpixel con un 36 mm fisso, un aggiornamento della precendente X1, la X2.

Il web, come sempre in questi casi si è scatenato. A che serve un sensore bianco e nero che costa circa 8000 dollari? Chi comprerebbe una macchina black and white only viste tutte le potenzialità di post processing di un’immagine a colori che può essere convertirla nel B&W che abbiamo in mente? Secondo Jacob Aue Sobol, da noi intervistato durante il live event di @leica_camera su Twitter #leicachat, le immagini della Monochrom sono superiori a quelle della M9 riconvertite in B&W e le stampe 100x150cm da un’immagine ISO 6.400 molto belle. Le scansioni sono simili a quelle delle Tri-X quanto a dettaglio e contrasto e per quello che attiene alla qualità del display Jacob rivela che lui non fa editing in camera e che questa macchina ha un mirino… 🙂 Certo, qui sicuramente ci sarebbe da vedere dal vivo le informazioni perché ovviamente questi eventi online sono molto “cicero-pro-domo-sua”, come chiedere all’acquaiolo come è l’acqua.

Jacob Aue Sobol durante il #leicachat di @Leica_camera - Foto di @leicaforum

Nonostante questo mi sento di affermare che sulla qualità in output dubbi ce ne sono pochi. Basta dare un’occhiata alle immagini dimostrative per vedere delle belle immagini, un po’ oversharpened per i miei gusti (ma è il sensore a dare queste prestazioni o il motore di sharpening interno al JPG?), ma tant’è: quelle pubblicate su LEICA sono JPG, mentre qualche conversione DNG è visibile su DPReview anche se, come al solito, gli scatti di DPReview sono orrendi quanto a soggetti e composizione.

Ora la questione è sempre la stessa. Vale la pena o ha senso una macchina del genere? Il mio punto di vista è semplice: SI.

Ha sicuramente senso commercialmente per Leica che produce prodotti esclusivi, di grande qualità e che evidentemente, quando si muove, conosce bene il mercato a cui si riferisce. In modo significativo un mercato “ricco”, americano (i prezzi in dollari sono annunciati e sono tutti “tondi – 8.000 / 25.000”, quelli in Euro in via di definizione).

Il commento di Sobel sul display è davvero simpatico. Cicero pro domo sua...

Come si comporta a confronto con un a M9 a colori. Maggiore qualità, minor noise, e una stampa 150x100cm ad ISO 6400 molto bella...

La cosa più vicina ad una pellicola

Molto vicina ad una scansione di una Tri-X quanto a dettaglio e contrasto

C’è tanto “noblesse-oblige” nell’usare una Leica in sè e una Leica monocromatica viene ancora più incontro al mercato dei supporter del punto rosso. “Mi piace, me la posso permettere, ho un bel set di magnifiche lenti M e quindi la compro”, questa penso possa essere una delle riflessioni di un già cliente Leica. Il prezzo alto significa, tra le altre cose, una piccola nicchia di riferimento, in grado di comprendere ed apprezzare, non il grande pubblico. E poco male, quindi, se il grande pubblico non arriva a comprendere le ragioni di questa macchina e se usarla efficacemente può prevedere la necessità di tirare fuori dalla borsa, come si è fatto dagli albori della fotografia, il filtro giusto AL MOMENTO dello scatto. Sull’altro piatto della bilancia, dal punto di vista squisitamente tecnico, c’è una migliore qualità in termini di NOISE e un eccellente risoluzione. Peccato che il display posteriore sia roba da museo, con una risoluzione ridicola persino per una cinese da 100 DOLLARI qualunque sia il commento di Jacob Sobol.

Ma ripeto: qui le constatazioni di tipo tecnico lasciano il tempo che trovano e comunque sia le immagini, con l’ausilio delle eccellenti lenti, sono molto buone. Chi usa un’oggetto del genere è un fotografo che si è abituato a VEDERE come VEDE la macchina. Ad usare un mezzo essendo sicuro di quello che sarà il risultato. E vedere in bianco e nero, con un oggetto che SEMPLICEMENTE non può fare altro che registrare in bianco e nero è diverso dal vedere a colori per poi convertire in bianco e nero. Vuol dire sviluppare una sensibilità particolare per per un certo tipo di immagini, come hanno dimostrato quei fotografi, da Kenna a Hoflehner, che hanno fatto del bianco e nero la loro firma stilistica e del vedere il mondo in bianco e nero il loro modo di esprimersi.

Forse questo mio modo di argomentare e questo collegarmi, mentalmente, a due fotografi nati negli anni cinquanta (Joseh Hoflhner nel 1955 e Michael Kenna nel 1953), tradisce, oltre ai miei quarant’anni, la mia estrazione di fotografo “analogico”, che gira con una grossa medio formato analogica Rolleiflex. Nel frizzante mondo di Instagram e di sharing immediato di tutto quello che ho fatto, con una base di fotografi giovani o giovanissimi questi argomenti sono un po’ duri a passare. E dipenderà dalla risposta degli altri makers, Canon, Nikon, Fujifilm capire se ci possa essere un appeal per una macchina simile a magari 800 dollari e se la “massa” è matura per prodotti così peculiari.

Di sicuro questa macchina polarizza, o usando un termine meno fotografico, impone una scelta molto ortodossa. La stessa situazione, ripresa dalla stessa persona con strumenti differenti porterà inevitabilmente ad una fotografia diversa e conoscere ed imparare come vede il proprio strumento è fondamentale per i risultati. A questa macchina questo principio si applica in modo estremo. Ho una digitale che è quasi come avere un’analogica con una bella pellicola bianco e nero con molto di più di 36 scatti. Bello no?

Massimo Cristaldi



{ 3 comments… read them below or add one }

Mauro May 14, 2012 at 14:54

In effetti il concetto della M9M è interessante, ed è possibile che andrà a sostituire la mia M9. Ho visto le immagini, ho letto qualche test approfondito, credo che la risoluzione effettiva sia in area 30 megapixel (confrontata con l'output BN di sensori dotati di matrice Bayer), ossia ampiamente eccedente le mie necessità "ordinarie" (non ho mai stampato oltre il 60×90).
Ho solo una perplessità di fondo.
E' vero, come affermate nell'ultimo capoverso dell'articolo, che la M9M "funziona" come un'analogica con pellicola in bianconero. Però con la particolarità che non è possibile "cambiare pellicola", nel senso che il rendering del sensore è "fisso" e la modificabilità della resa tonale è affidabile quasi esclusivamente ai filtri "colorati".
Il fatto che la M9M sia venduta con Silver Efex Pro secondo me cambia poco le cose: uso estensivamente SEP e le sue conversioni partono dalla rimappatura dei colori; se la base è già desaturata, gli effetti di SEP sono molto più "subtle" e connessi principalmente alla "ricontrastatura" della campionatura BN fatta dalla fotocamera. Ma potrei sbagliarmi…

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tve May 14, 2012 at 15:30

Ciao Mauro, grazie del commento. In effetti bisognerà attendere di vedere i DNG e di trattarli per comprendere fin dove si può arrivare a modificare l'aspetto tonale di un'immagine, con SEP o con altri strumenti. La tua analisi è teoricamente corretta ma sospenderei il giudizio in attesa di qualche DNG.
Credo che le caratteristiche tecnicamente rilevanti per questa macchina siano nella gamma dinamica e nella risposta agli ISO elevati, capaci, sulla carta, di surclassare l'M9. E, a nostro avviso, la cosa interessante sarà vedere se e come reagiranno i concorrenti: la nicchia degli afecionados al B&W è probabilmente più ampia di quelle cha Leica, visti i prezzi, può al momento intercettare…

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The Visual Experience su Facebook May 14, 2012 at 14:59

Mauro commented on The Visual Experience:

In effetti il concetto della M9M è interessante, ed è possibile che andrà a sostituire la mia M9.Read more …

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