Visual Experience + Sikanie = OCOLOY - The Visual Experience
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Un po’ di silenzio nell’ultimo periodo, ma stiamo migliorando l’offerta formativa di The Visual Experience per renderla più interessante anche per i nostri lettori italiani.
Una delle prime iniziative, di particolare interesse per i Siciliani, è la partnership con Sikanie, centro di arti visive attivo da oltre dieci anni a Catania. In quest’ambito abbiamo lanciato assieme il progetto OCOLOY, ispirato ad alcuni effort simili a livello internazionale, come quello suggerito da Mike Johnston, The Online Photographer. Il piccolo “manifesto” che segue è stato stilato da Pippo Pappalardo.

OCOLOY è l’acrostico del programma di cui ci siamo dotati (non è un bel nome ma è facile da ricordare).

Mutuando l’esperienza di altri gruppi, di altri fotografi, di neuro-scienziati e di psicologi della percezione, abbiamo posto al centro del nostro programma l’attenzione che ci provoca la realtà circostante nonché l’attenzione che la medesima realtà attende dai nostri obiettivi. Tanto premesso, “muovendo dalla socratica certezza di conoscere solo il nostro non sapere”, offriamo ai partecipanti un’avventura dello spirito, dell’intelletto e della poesia.

L’acrostico è presto svelato: One Camera, One Lens, One Year. 

Tutto qui. Una sola macchina, una sola lente, un anno. Tutto estremamente semplice eppure tutto onestamente impegnativo. Tutto estremamente personale eppure tutto immerso in un lavoro di gruppo ed in un spirito condiviso.

Vediamo in sintesi come si svolge OCOLOY, che si realizza, dal punto di vista pratico nell’ambito di SIKANIE.

  • Il candidato si dovrà dotare di una macchina fotografica che conosce, possiede, sa utilizzare; e dovrà adoperare sempre quello strumento per tutto il percorso formativo (per capirne le risorse, i limiti, le possibilità, i condizionamenti e capire come trasformarli in virtù),
  • Il candidato dovrà adottare, per le sue fotografie, sempre la stessa ottica da scegliere secondo i suoi gusti e la sua sensibilità (per tornare ai nostri piedi che sono l’autentico zoom, per capire che uno zoom non è un binocolo).
  • Il candidato non dovrà realizzare, all’interno del percorso condiviso, e del tempo prefissato di un mese, più di settanta immagini a settimana (per darsi una misura e capirla), e presentarne al gruppo solo 8 al mese. Tutto questo per 12 mesi un tutto.
  • Le immagini non dovranno avere necessariamente una tematica prestabilita, o un formato, o un colore, o uno “stile”, o una loro modalità.
  • Obbediranno solo al concetto di attenzione sopra espresso e, quindi, a ciò che in qualche misura abbia interessato, stupito, incuriosito, coinvolto.
  • Le immagini dovranno essere obbligatoriamente stampate: per essere toccate e non solo viste, per essere viste dentro, attraversate dal nostro occhio, per diventare anche degli oggeti reali che convivono realmente e non solo virtualmente, che possono solo appassire nel tempo reale che viviamo anche noi.

Solo in un secondo momento il gruppo, democraticamente, in libertà e fiducia, si confronterà, si leggerà, si criticherà, scambiando e proponendo suggerimenti, accorgimenti, correzioni.

Solo in questa seconda fase si cercherà di passare da una tematica generica ma personale ad una tematica più specifica, sempre legata a quanto gli scatti riveleranno del proprio autore. Solo in questa fase si cercherà di capire se il gusto, lo stile dei partecipanti già formano i primi passi di una poetica personale. Solo in questa fase si chiarirà il passaggio dall’impronta fotografica all’icona fotografica e cioè il passaggio tra il rilevamento della realtà ed il rinvenimento di una personale e condivisibile esperienza fotografica della realtà.

Siamo assolutamente fiduciosi che tale percorso sia in grado per la sua semplicità, di accogliere chiunque abbia interesse a crescere fotograficamente e a misurarsi in tal senso. Proprio il lavorare in gruppo permetterà di risolvere i problemi che singolarmente potrebbero apparire difficili (v. reperimento di strumenti o di stampanti).

Obiettivo ultimo è fare uscire l’autore che è in noi, il suo specifico essere autore fotografico, il suo essere operatore-narratore d’immagini capaci di sintetizzare, in una visione, aspirazioni, sogni, timori.

Come avrai inteso OCOLOY necessita una partecipazione fisica perché le stampe si vedono dal vivo, non è un effort soltanto virtuale. Se vuoi partecipare ad OCOLOY puoi farlo compilando questo form oppure contattando SIKANIE.

The Visual Experience



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