Fujifilm X100 - Una breve recensione - The Visual Experience
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Vai all’aggiornamento di Aprile 2012 che include un breve confronto con la Fujifilm XPro-1   Workflow di post processing con Lightroom 4

Alla fine è arrivata. La replica della mia prima macchina, una Fed4, simile in tutto, custodia inclusa. E quando l’ho vista non ho resistito. Ho preso uno dei primi esemplari arrivati in Italia. Il web è pieno di recensioni, immagini, comparative. E vista la mia latitanza nell’ultimo periodo da prove come quella, seguitissima, della LX3, ho pensato di mettere assieme alcune note pratiche sulla Fujifilm X100. Per gli approfondimenti tecnici rimando a dpreview, così come per la lista delle migliorie possibili. La mia recensione è basata sul (mio) feeling nell’interazione fotografo-macchina e sugli ambienti in cui, a mio avviso, la X100 eccelle nell’uso.

Il primo elemento a mio avviso è fondamentale. Nel mio caso sono davvero diverso nell’approccio allo scatto se utilizzo reflex, medio formato a pozzetto, point&shot o questa specie di ‘telemetro’. Come si inquadra la scena, come ci si muove con la macchina riveste una importanza a mio avviso enorme nel risultato finale. In questo senso lo spartiacque è ovviamente se si impugna per veder un monitorino lcd a distanza, cone le braccia tese per consentire ai nostri occhi di mettere a fuoco (posizione da turista giapponese) oppure con un mirino. Me anche tra i mirini ci sono delle enormi differenze. Il piano orizzontale della mia Rollei dove l’immagine giace già come se fosse distesa e non c’è alcun bisogno di vedere come la fotografia verrà: si vede già prima dello scatto. Il piano verticale sofisticato delle mie Canon, ricco di informazioni e leggibile, forse un pochino ‘freddo’ e professionale ma efficace. Il simpatico ed inattendibile mirino ibrido di questa Fuji in modalità ottica dove, pur con l’aiuto dell’ausilio elettronico è sostanzialemente impossibile sapere esattamente cosa enterà nel fotogramma, anche switchando in modalità elettronica. E che ha le informazioni interne in… Bianco! Quindi in una giornata luminosa da f16 1/250s leggere cosa dicono le info è un impresa… Eppure è bella anche questa interazione un po’ old fashioned con il mirino dove la tecnologia non è intrusiva. Anzi una funzione utile mostra la planarità della fotografia in verde: è interessante ed elimina le necessità di rettifiche orizzontali in post processing e quindi operazioni di deprivazioni di pixels.

Poi ci sono i comandi. Il nuovo firmware uscito ieri (1.10) migliora enormemente alcune stranezze della prima versione e, tra le altre migliorie, mantiene finalmente il settaggio ISO anche passando da Manuale In Tv o Av o P. Per me che ho iniziato 25 anni fa proprio con una macchina come questa è tutto perfetto. Selezioni diaframma lasci fare a lei per i tempi. In linea generale devi sempre sovraesporre anche di uno stop sfruttando l’eccellente sensore, di cui parlerò nel seguito, visto che in generale la scelta esposimetrica è un pochino conservativa. Difficilmente, anche con uno stop in più, ed esponendo sulle luci, si pela il burning dei bianchi. Il meccanismo migliore nell’interazione con questa macchina è quello old style. Punta per fuoco e lettura esposimetrica. Mezzo click, ricomponi e scatti. È un po’ una macchina per vecchi lupi dove questo modo di fare, nelle mani di un fotografo un pochino esperto, produce risultati buoni nell’80% dei casi. Una concessione all’elettronica di sicuro interesse consente di variare al volo tempo e diaframma mantenendo Ev, con una specie di joystick facilmente accessibile con il pollice. Certo si può usare anche in manuale. Ma non è velocissima da manovrare soprattutto se si lavora con i terzi di stop sicchè forse meglio lasciar fare a lei. A questo proposito c’è la questione dell’autofocus…. Non se ne parla benissimo in giro. A me sembra efficace, certo non un razzo, ma sufficente. E poi si può sempre stare in iperfocale no?

Tutto ovviamente per arrivare al secondo punto della recensione, ossia, in quale ambiente risulta efficace? Il modello farebbe pensare a street e travel photography. 35 mm, luminosa. Ma veloce? In accensione se il quick mode è on è più rapida della Lx3. Messa a fuoco? Abbastanza rapida. Risposta allo scatto: non veloce come una reflex ma meglio di una compatta. Silenziossima con un silent mode che disattiva anche il flash. Discreta e non invasiva. Sembri uno un po’ retrò e le persone non si intimoriscono di fronte ad un corpo macchina piccolo e poco visibile. Quindi street photography di sicuro anche se non rapidissima come con una reflex. Ha una raffica discreta ma se la si usa, anche se si scatta un singolo fotogramma, la macchina impiega comunque del tempo per fare un qualche processing interno. Ovviamente ho preso una scheda da 45mb/sec per avere la massima velocità di scrittura. Non è un fulmine quindi la street photography possibile è sempre un po’ pensata, sfruttando il mirino grande che permette di iniziare a vedere quello che dopo qualche secondo si inquadrerà ma non da “punta e scatta” immediatamente: per quello una reflex è sempre molto più pronta.

E i risultati? Beh, a mio avviso moto buoni. Diciamo al pari di 5d prima serie con il 35mm L, soprattutto per plasticità del risultato. Ottimo il sensore, con pochissimo noise anche ad ISO alti e che comunque non ha il classico fastidio di un rumore digitale ma assomiglia molto di più ad una grana fine e sottile. A ISO 3200 è come una 400 fuji nps. E ottima la lente, molto tridimensionale, con aberrazione cromatica assente, solo un po’ di vignettatura risolvibile in post processing.

I jpg sono i migliori che ho visto da un corpo da 12mega pixel, i Raw, molto pesanti nel formato nativo, hanno moltissimo margine di intervento. A titolo d’esempio posto qui alcuni scatti e alcuni crops. Solo per dare un’idea del risultato. Tutto “fuori dalla macchina”, processato dal Raw con CS5.

Aggiornamento Aprile 2012 – qualche mese con l’X100

Siamo arrivati al firmware versione 1.21. Devo dire che parecchie cose migliorano, già a partire dalla 1.20. Ad esempio la messa a fuoco risente meno dell’effetto “primo/piano – sfondo”. Cerco di essere più chiaro. Questa macchina a volte inganna(va) quando si prova a mettere a fuoco. Punto un soggetto, metto a fuoco e, accidenti, lo sfondo è a fuoco e non il soggetto. Questo comportamento, fastidioso, era comunque controllabile con un po’ di pratica, ma comunque, a volte, succedeva. Con il firmware 1.20 invece non sono riuscito più a riprodurre questo fenomeno, come se in effetti gli aggiornamenti decantati nel manuale aggiornato fossero in effetti, veritieri.

Poi ci sono le prestazioni ad ISO elevati. E qui davvero, si rimane ammirati. A titolo di esempio questa fotografia, scattata a Dresda in condizioni di scarsissima luce, 1/30 secondo, f4, ISO 3200, no treppiede.

La grana è molto fine, visibile solo sul parapetto del fiume Elba. Il rendering cromatico è eccellente, le luci artificiali sono quelle che effettivamente c’erano.

Un breve confronto con la Fuji x1 Pro – Prova completa della XPRO-1

La cambierei con la Fujifilm x1 Pro? No. Ho avuto modo di provare, brevemente, in Francia la X1 Pro con il 35 mm. La x1 Pro è più grande. Non è piccola come la X100. Per il mio uso NON va bene. Certo, è una seria concorrente per la Leica M9 costando davvero solo una frazione del prezzo ed avendo davvero molto in comune con la X100. Ma il mio tipo di fotografia necessità strumenti più ingombranti e la X100 è un’ottima all-around da portare sempre con se come taccuino appunti o per gli scatti di ogni giorno. Ottiche intercambiabili: meglio, almeno per me, restare su qualcosa di diverso, medio formato Rollei e DSLR Canon. E forse esplorare più seriamente la 645D di Pentax.

 

Massimo Cristaldi

 

 

Massimo Cristaldi



{ 13 comments… read them below or add one }

Federico April 13, 2012 at 13:26

Caro Massimo,

posso chiederti qualche consiglio?

Utilizzi la funzione dynamic range?

Scatti in raw, jpeg o entrambi?

e i raw con cosa li apri, con Lightroom o Aperture?

ho verificato che utilizzando il dynamic range i due programmi generano immagini differenti. Inoltre con i raw molto spesso non riesco ad ottenere risultati migliori del jpeg creato dalla fotocamera.

grazie 🙂

Reply

Cristaldi April 13, 2012 at 13:50

Ciao Federico,

Eccomi. Scatto al 99% in RAW al massimo in RAW+JPG. Non uso la funzione dynamic range che ha effetto soltanto sui JPG e quindi contro il mio "principio" di scattare sempre e solo in RAW. D'altra parte la gamma dinamica dei RAW è notevole di suo anche senza ricorrere agli artifici del software di processing della macchina. Il processing con Lightroom o in generale con il Photoshop. Il JPG è di ottima qualità ma dal RAW, con un po' di knowledge, si ottengono risultati sempre ampliamente superiori, soprattutto nel controllo delle ombre e nel rendering cromatico. Per questo la modalità RAW+JPG è utile: se l'immagine è solo da P&S tengo il buon JPG, se l'immagine è qualcosa in più processo a dovere il RAW.

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Federico April 13, 2012 at 14:05

di solito come lavori sul raw? hai un workflow tipico?

aggiusti sempre la foto manualmente o provi almeno all'inizio ad affidarti a qualche automatismo (es. toni e bilanciamento del bianco) ?

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Cristaldi April 13, 2012 at 15:18

Beh sì abbiamo sviluppato un workflow tipico e dipendente dalla sorgente. Ad esempio la Fuji in genere sul RAW di un landscape necessita un po' di sharpening (tipicamente Amount 50 / Raggio 0.7 / Dettaglio 50). In generale mi fido poco degli automatismi. Un po' di più del bilanciamento del bianco ma per nulla dei toni. Poi è difficile raccontare le ragioni di un workflow nel commento di un messaggio: magari potrebbe interessarti uno di questi workshops http://www.thevisualexperience.org/web/it/focus/p… …

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Federico April 13, 2012 at 15:35

magari in futuro!

grazie mille per i consigli

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Massimo Cristaldi May 1, 2012 at 17:29

Abbiamo pubblicato un nuovo tutorial che illustra un workflow di post-processing per la Fujifilm x100 http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-post-processing-workflow/

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Gennaro August 25, 2012 at 16:40

complimenti per la recensione, scattando in RAW+JPG ottengo un JPG di qualità massima o meglio processare il RAW per ottenere un JPG di alta qualità?
sono da poco possessore e stò cercando di settare la macchina al meglio,una macchina da utilizzare sempre e non ricorrere sempre alla post produzione, per foto più impegnative ho sempre la D700.

ciao e grazie

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tve August 25, 2012 at 18:48

Ciao Gennaro.
Beh, i JPG sono molto buoni. Ovviamente in condizioni "critiche", ad esempio troppi stop di differenza tra alte luci e ombre, da un RAW recuperi sempre più informazioni, quindi, in linea generale convengono sempre. Dai un occhio a questo articolo sul PP di un RAW della X100: http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifil

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Gennaro August 25, 2012 at 21:26

grazie, scegliendo raw è sempre meglio impostare lo spazio colore adobergb ?
quale lettura esposimetrica mi consigli?

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tve August 26, 2012 at 07:46

Ciao Gennaro.
Sempre meglio AdobeRGB che sRGB, maggiore gamma tonale.
Esposizione "a destra", anche uno stop di sovraesp. La Fuji tende un po' a sottoesporre. Attenzione ovviamente a non bruciare le alte luci.

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Gennaro September 10, 2012 at 11:56

sovraesporre di uno stop : con quale lettura esposimetrica? con gli stessi parametri ho notato che con matrix sovraespone, media ho la giusta esposizione e con spot sottoespone.

grazie

Gennaro September 1, 2012 at 20:39

Grazie, Gentilissimo
un consiglio, opto per scattare in raw+jpg così ho la possibilità di post produrre o avere un file jpg finito, quali settaggi on camera mi consigli per avere un buon jpg? mi riferisco a contrasto, tono alte luci, ombre , iso auto .

il matrix come funziona? è attendibile o meglio fidarsi della valutativa o spot?

grazie ancora

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tve September 12, 2012 at 08:21

Non c'è una ricetta buona per tutti i casi. In generale io lascio tutto "standard", no velvia etc. JPG + naturali. Per l'esposizione in genere la media sottoespone e si può cmq provare 2/3 di stop in alto facendo attenzione a non "pelare" le alte luci.

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