Fuji X-Pro1: una recensione con il 18 mm f2
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Fuji X-Pro1: Introduzione

Durante la mia permanenza a Sanary-Sur-Mer, un bel paese della costa della Provenza in Francia, come uno degli autori della seconda edizione del Festival Photomed, ho avuto la possibilità di trascorrere un’intera giornata con la  Fujifilm X-pro1 e la lente xf18mm f2. Visto che sono stato uno dei primi acquirenti della  X100 sono adesso abbastanza abituato alle macchine Fuji della serie X. Quindi il primo contatto con la macchina mi ha dato un senso di familiarità Stessi comandi, look&feel e peculiarità (le ultime, in effetti, a volte positive, a volte negative). Inoltre non era la mia prima volta con la X-PRO1. L’ho avuta in mando alcuni mesi fa con la lente 35mm. Questa volta ho deciso di testarla solo con la lente da 18mm  (28mm equivalente nel formato 135), una lunghezza focale appropriata alla street photography e ad alcune fotografie notturne che avevo in mente di scattare.  Come sempre queste note non possono essere considerate una recensione scientifica come quella di DPreview, ma come il libretto di appunti e di impressioni di un fotografo navigato.  Non ho avuto neanche lo stesso tempo di  Zack Arias per testare la macchina ma, in qualche modo sono anche un diverso tipo di fotografo e il mio punto di vista è, di conseguenza, un po’ diverso dal suo. Dimenticavo: non sono legato in alcun modo a Fujifilm.

X1 Pro @ di Notte, dopo un po’ di post processing. E’ notevole la quantità di informazione cromatica fornita da questo sensore senza noise visibile
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LR 4.1 standard settings RAW processing. The lens works well against the sun, no visible flare.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Center Crop.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Side Crop.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Center Crop. Nice results @ 2.8.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Side Crop. Some CA, can be fixed in PP.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Love the boy in the bottom left of the frame.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Again, against the sun. Good dynamic range, no clipping of whites, shot in Aperture priority.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Velvia look.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Nice bokeh and planes separation.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. ISO 3200... No real noise.

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LR 4.1 standard settings RAW processing. Unprocessed version of the first shot of this article.

Ergonomia e qualità costruttiva

Vorrei tralasciare tutte le considerazioni sull’ergonomia. Nessun mistero, la macchina mi piace, si impugna bene, ha dei bei comandi e un buon livello di qualità percepita. Le sensazioni che trasmette sono migliori di quelle della  X100, dà l’impressione di un oggetto più professionale. La nota stonata in questo quadro è l’obbiettivo. L’anello dell’apertura era, nel mio particolare esemplare, un po’ duro da girare è, in ogni caso, troppo piccolo per le mie mani. Dava un’impressione di plastica, in netta contrapposizione con il corpo macchina. Forse sono troppo abituato alla qualità delle lenti Zeiss medio formato che trasmettono un tipo di sensazione completamente diverso. Eppure anche l’obbiettivo Fuji 35mm mi era sembrato di migliore qualità. Le impressioni generali con il 18 mm non sono state positive: troppa plastica ma è in grado di produrre buone immagini? Beh, quando riesce a mettere a fuoco…! Sono assolutamente sicuro di aver provato una macchina aggiornata che mi è stata direttamente consegnata dalle mani di Fuji Francia ma qui i problemi della X100 nella messa a fuoco sono… peggiori! Vediamo di fare chiarezza. L’ X100 non è un mostro della messa a fuoco. A volte si perde qualche scatto perchè la macchina ha deciso di mettere a fuoco dietro il soggetto. Direi che queste occasioni sono circa il 10% del totale. Quindi non proprio una tragedia, specialmente se ci si abitua al sano principio di utilizzare distanze iperfocali (ovviamente senza considerare la scala di distanza interna alla macchina che è semplicemente sbagliata). E la XPro-1 con il 18mm?? Incredibile, mi verrebbe di stimare gli errori di messa a fuoco attorno al 25% del totale, quasi inaccettabile. Ovviamente il 75% in auto-focus è più che avere una Leica m9 senza fuoco assistito. E, ancora, considerando la più ampia lunghezza focale stare in iperfocale con il 18mm è più semplice. Eppure questo strano comportamento della lente che avevo mi ha messo in uno strano atteggiamento mentale: niente fiducia. Posso solo sperare che questo era un difetto della lente che provavo e spero di poter lavorare ancora in futuro con la XPro-1 per verificare che si trattava in effetti di un problema localizzato. Ok, andiamo avanti. L’autofocus non è granchè. Il fuoco manuale? Qui ho notato un miglioramento rispetto alla X100. Con la XPro-1 non serve una vita per andare da 1 metro ad infinito. Anche se il fuoco è sempre servoassistito adesso la velocità è nettamente migliorata. Quindi il fuoco manuale, sebbene non ideale è migliore di quello della X100.

Non andiamo tanto bene finora… E le fotografie?

La qualità dei files che vengono fuori dalla macchina è MOLTO BUONA, tanto in JPG che in RAW. Se si utilizza Lightroom 4.1 per avere lo stesso output in termini di sharpening (maschera di contrasto) bisogna settare Amount ad 80, Radius a 0,6, Detail a 8 e aggiungere un po’ di color noise reduction, tra 28 e 30. L’obbiettivo, sebbene plasticoso e incerto nel mettere a fuoco, offre un bello sfocato e immagini naturali e tridimensionali. Per intenderci: un’immagine tridimensionale non ha nulla a che vedere con moderne tecnologie di occhiali e cinema. Solo il fatto che i nostri occhi normalmente vedono le cose in diversi piani, con una gentile degradazione della qualità e dei dettagli man mano che ci si allontana da noi. Per contro, i trend recenti nella fotografia digitale dimostrano che molte lenti moderne sono in grado di offrire un nitidissimo piano focale e solo un secondo piano di elementi fuori fuoco. Questo è eccellente per fotografi sportivi o naturalistici che necessitano di catturare il dettaglio davanti ad uno sfondo sfocato. Ma è meno che ideale per la maggior parte di noi. Tra la mia attrezzatura la maestra di questo look 3d naturale è la mia “vecchia” Zeiss 80mm sulla Rolleiflex 6003. Ogni fotografia ha così tanti piani diversi e segue dolcemente l’esperienza della vista naturale.  L’ottica Fujifilm, anche se non ancora comparabile con un campione del medio formato, ma più di due piani che risultano in un’immagine ricca di profondità che quindi in quello che io chiamo natural look.

Questa è sicuramente una caratteristica che mette queste ottiche in una categoria a se stante, una spanna sopra molti competitors. Qualcosa che a volta mi manche in molte delle mia lenti Canon L, eccellenti sul piano focale ma caratterizzate da soli “due piani” di profondità visibili. E questo è sicuramente un’eccellente caratteristica per la XPro-1 che, assieme ad un eccellente sensore, è sicuramente in grado di offrire immagini naturali e tridimensionali.

Considerazioni finali

Allora questa Fuji può rimpiazzare una reflex digitale? Beh dipende molto dal tipo di fotografo che sei. Se sei un professionista forzato a lavorare sotto stress credo che avrai ancora bisogno della tua fidata reflex. Inquadrare con la Fuji non è ideale. La velocità è OK ma non così veloce. Ma… Se non sei pressato da un lavoro allora penso che si davvero possibile pensare di passare a questa macchina. Dal punto di vista della qualità, a dispetto dei 16 contro 21 megapixel, le immagini sono comparabili a quelle prodotte dalla mia Canon 5d MkII+Lenti L. Trovo ancora migliore la qualità in output del 21mm ZE Zeiss, ma non ho una lunghezza focale comparabile su Fuji per fare un confronto.

Piani per il futuro

Dovrei utilizzare questa macchina per un progetto completo nei prossimi mesi, quindi mi riprometto di aggiornare la recensione man mano che la mia conoscenza del mezzo migliora. Nel frattempo utilizzare i commenti qui in basso. Farò del mio meglio per rispondere a tutte le richieste. Ah: esiste anche una versione inglese di questo articolo – verificate i commenti degli english speakers.

Massimo Cristaldi



{ 4 comments… read them below or add one }

Flavio June 24, 2012 at 08:51

Mi fa strano che tu abbia avuto tutti questi problemi col 18…

Il mio è perfetto nell’af, il migliore dei 3 e l’unico che non sbaglia un colpo…

Ciao!

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Carlo Milani October 4, 2012 at 20:26

Massimo, articolo molto onesto e acuto. Non ho ancora avuto modo di provare questa Fuji, ma mi tenta: proprio per il discorso della tridimensionalità e dei piani cui fai riferimento nel tuo post, azzeccando, credo, proprio il punto nodale per chi come me, usa ottiche zeiss o leica (su canon nel nostro caso) per avere dall'immagine quella profondità in più che non trova nelle ottiche proprietarie. Sarebbe interessante provare il distagon sulla x pro, anche se mi rendo conto che il peso dello zeiss sbilancerebbe il sistema e farebbe perdere senso alla portabilità della macchina. Se dovessi fare una prova fai un fischio!

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stefano casale October 25, 2012 at 22:46

vorrei acquistare una fuji …sono indeciso tra la x-pro1 , la x-e1 e la x 100…cosa mi consigliate??? cerco la massima definizione d immagine

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tve October 26, 2012 at 14:35

Salve Stefano, rispondere è impossibile sull'unico criterio della "definizione d'immagine". La migliore performer è ovviamente la x-pro1, visto il sensore, ma costo, ottiche intercambiabili, dimensioni ne fanno un oggetto diverso dalle altre due. La x-e1 sembra accreditata delle stesse caratteristiche ma senza mirino ottico…. Andrà bene per te? La definizione dell'immagine, come vedi da alcune semplici considerazioni, non è l'unico parametro da considerare quando di acquista una macchina fotografica.

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