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	<title>The Visual Experience</title>
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	<description>Thinking and Producing fine images</description>
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		<title>Edward Rozzo intervistato da PuntoDiSvista</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 14:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In un intervista a www.puntodisvista.net Edward Rozzo parla francamente della natura egocentrica ed individualista della cultura italiana. Un frammento dell&#8217;intervista: Trovo che gli allievi italiani abbiano d’istinto un abito mentale rigido. Il sistema in cui sono ingabbiati fin dalla nascita, possiede troppi filtri. Sono molto bravi a discutere di temi classici, ma quando ci si sposta sull’oggi e si chiede loro cosa ne pensano, restano muti. D’altra parte mi chiedo: come si fa a formare le persone se sui giornali vediamo un uniforme e imbarazzante qualunquismo? Nella mia esperienza mi [...]</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/edward-rozzo-intervistato-da-puntodisvista/">Edward Rozzo intervistato da PuntoDiSvista</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/edward-rozzo-intervistato-da-puntodisvista/" title="Permanent link to Edward Rozzo intervistato da PuntoDiSvista"><img class="post_image alignright remove_bottom_margin" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/edward_rozzo-punto-di-svista.jpg" width="415" height="178" alt="Edward Rozzo Intervistato da Punto di Svista" /></a>
</p><p>In un intervista a <a href="http://www.puntodisvista.net/2013/05/inchiesta-arte-fotografia-milano-intervista-edward-rozzo-fotografo-docente-cultura-visiva/" target="_blank">www.puntodisvista.net</a> Edward Rozzo parla francamente della natura egocentrica ed individualista della cultura italiana. Un frammento dell&#8217;intervista:<br />
</p>
<blockquote><p>Trovo che gli allievi italiani abbiano d’istinto un abito mentale rigido. Il sistema in cui sono ingabbiati fin dalla nascita, possiede troppi filtri. Sono molto bravi a discutere di temi classici, ma quando ci si sposta sull’oggi e si chiede loro cosa ne pensano, restano muti. D’altra parte mi chiedo: come si fa a formare le persone se sui giornali vediamo un uniforme e imbarazzante qualunquismo? Nella mia esperienza mi è capitato di lavorare con galleristi che mi hanno detto: ‘non posso far vedere questa immagine perché gli italiani non la capirebbero’, quindi si può anche confezionare un prodotto evoluto, ma a chi lo si propone se i giornali non lo sanno usare e la gente non lo può vedere? Non ci interessa indagare gli spazi negativi o positivi, commentare la società. Credo molto nell’educazione perché permette di trasmettere gli strumenti che servono a capire. Ma anche questo non è facile a causa delle diverse ideologie. Oggi, dopo anni di battaglie, mi chiedo cosa sia stato fatto per la fotografia in Italia: è particolarmente importante a livello mondiale? No. Lo è in Italia? No. La gente guarda la fotografia per capire se stessa, per capire il mondo? No. Chi guarda la fotografia? Un piccolo esiguo gruppo di persone a cui interessa. Ripeto: credo molto nel fornire gli strumenti adatti a comprendere l’arte ma occorre porsi su un piano paritetico, senza prevaricare, fornendo al pubblico i parametri che gli permettono di diventare padrone della materia con cui ha a che fare.</p></blockquote>
<p>L&#8217;intervista completa merita una lettura <a href="http://www.puntodisvista.net/2013/05/inchiesta-arte-fotografia-milano-intervista-edward-rozzo-fotografo-docente-cultura-visiva/" target="_blank">ed è visibile qui</a>, o <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/Inchiesta-sull’arte-e-la-fotografia-a-Milano.-Intervista-a-Edward-Rozzo-–-fotografo-e-docente-di-cultura-visiva  Punto-di-Svista-–-Arti-Visive-in-Italia.pdf" target="_blank">scaricabile da qui in PDF</a>.</p>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/edward-rozzo-intervistato-da-puntodisvista/">Edward Rozzo intervistato da PuntoDiSvista</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Fujifilm x100 e x100s: differenze</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-e-x100s-differenze/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 07:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cristaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produrre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Grande momento per i fotografi. Molte possibilità, nuove (e davvero interessanti) fotocamere, 35mm a caccia di medio formato, piccoli sensori a caccia di 35 mm. Come molti di voi ricorderanno, ho avuto sempre un particolare interesse per le macchine fotografiche di piccole dimensione. Forse perché ho ​​imparato a fotografare con una vecchia (e piccola) FED 4, forse perché, anche se non mi reputo uno street photographer, mi piace avere una macchina fotografica sempre con me. E, nel corso degli ultimi cinque anni, il mercato ha proposto soluzioni interessanti. Dalla oggi [...]</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-e-x100s-differenze/">Fujifilm x100 e x100s: differenze</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignright size-medium wp-image-2315" alt="fujifilm-x100-and-Fed-4" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/fujifilm-x100-and-Fed-4-300x170.jpg" width="300" height="170" />Grande momento per i fotografi. Molte possibilità, nuove (e davvero interessanti) fotocamere, 35mm a caccia di medio formato, piccoli sensori a caccia di 35 mm. Come molti di voi ricorderanno, ho avuto sempre un particolare interesse per le macchine fotografiche di piccole dimensione. Forse perché ho ​​imparato a fotografare con una vecchia (e piccola) <a href="http://camerapedia.wikia.com/wiki/FED-4" target="_blank">FED 4</a>, forse perché, anche se non mi reputo uno street photographer, mi piace avere una macchina fotografica sempre con me. E, nel corso degli ultimi cinque anni, il mercato ha proposto soluzioni interessanti. Dalla oggi &#8220;venerabile&#8221; Panasonic <a href="http://www.massimocristaldi.com/blog/panasonic-lx3-prime-impressioni/?langswitch_lang=it" target="_blank">LX3</a> (10Mpix 24-60 obiettivo Leica) alle micro 4/3, alla nuova <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/fuji-x-pro1-review/" target="_blank">Fuji XPro</a> fino al grande sensore e qualità della Sony RX1 (della quale, però, non apprezzo l&#8217;interfaccia utente e l&#8217;usabilità). E, in mezzo, i  fantastici sensori SIGMA Foveon delle DP1/2/3, apparecchi capaci di una eccellente resa al prezzo di un pacchetto sottotono in termini di velocità operativa e durata della batteria. Circa due anni fa, la <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-una-breve-recensione/" target="_blank">Fuijfilm X100</a>  è stata introdotta sul mercato e non ho potuto resistere. E &#8216;stato un amore a prima vista. Dimensione perfetta, pacchetto retrò, similarità con la mia vecchia FED e buona qualità ai fini di stampe di media dimensione (tirando un po&#8217; sono possibili dei discreti 90x60cm). Sì, la telecamera aveva qualche inconveniente, in parte risolto con le successive versioni del firmware, ma le possiblità di post processing dei file e la qualità generale erano davvero superlative. Mi è piaciuta così tanto da portarla sempre con me, in tutti i casi e viaggi. Durante il mio ultimo viaggio in Florida, ho avuto solo l&#8217;X100 con me e davvero non ho mai sentito il bisogno di qualcosa di più (non ero in giro per fotografare, <a href="http://www.massimocristaldi.com/blog/italy-in-motion-pictures-of-the-show/" target="_blank">ma per l&#8217;apertura di una mostra a Miami</a>). <a style="text-align: center;" href="http://www.massimocristaldi.com"><img class="size-full wp-image-4778 aligncenter" alt="Fuji X100 - 1/500 f8 ISO200" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF3374-Edit.jpg" width="879" height="584" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Miami Beach - Fuji X100 - 1/500 f8 ISO200</pre>
<p>Quindi, visti gli aggiornamenti X100S, in termini di velocità operativa, messa a fuoco automatica, messa a fuoco manuale, ho deciso di aggiornare. Sul web è possibile leggere un riscontro molto entusiasta a questa nuova X100S. Se siete arrivati ​​al nostro sito web avrete probabilmente già letto le recensioni di<a href="http://zackarias.com/for-photographers/gear-gadgets/fuji-x100s-review-a-camera-walks-into-a-bar/" target="_blank"> Zack Arias</a>, <a href="http://strobist.blogspot.it/2013/03/in-depth-new-fujifilm-x100s.html" target="_blank">David Hobby</a> e <a href="http://www.stevehuffphoto.com/2013/03/25/the-fuji-x100s-review-the-s-stands-for-sexy-speedy-stealthy-by-steve-huff/" target="_blank">Steve Huff</a>. Se non l&#8217;avete fatto date uno sguardo a quello che dicono e poi tornare qui. Zack e David sono davvero entusiasti della macchina fotografica, la chiamano la nuova Leica. Steve è un po&#8217; più prudente, ma il consenso generale è: WOW. Le mie note personali non vogliono ripetere quello che si può trovare già online. Sono in generale daccordo al coro di entusiasmo e anche alle ragioni di qualche detrattore (<a href="http://diglloyd.com/blog/2013/20130423_4-Fujifilm-X100S-first.html" target="_blank">Lloyd Chambers</a> e Ming Thein non sembrano amare molto le Fuji). Mi concentrerò di più in questo breve testo su come la fotocamera si confronta con la X100 di qualità di outpuit e di possibilità in post produzione, dato il nuovo sensore XTRANS e alcuni limiti di Adobe Camera Raw nell&#8217;estrazione dei dettagli dai files della X100s.</p>
<p><span style="font-size: 1.5em;">Primo Contatto</span> <img class="wp-image-4783 alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="hyperfocal-fujix100" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/hyperfocal-fujix100.jpg" width="180" height="241" /></p>
<p>Quando ho aperto la mia nuova X100S sono rimasto deluso. La grande e stupenda scatola (che conteneva due scatole, una, di  &#8221;lusso&#8221; per la fotocamera e una seconda per tutto il resto) della X100 è sparita. Ora c&#8217;è una semplice piccola scatola&#8230; Quindi la presentazione iniziale è più scadente, in stile IKEA nel senso di ridurre il costo logistico (scatola molto più piccola), ma anche, a fare i positivi, più orientato alla salvaguardia dell&#8217;ambiente. La 100s  è molto simile al suo predecessore. Ci sono alcuni miglioramenti. Lo sportello della batteria e della memoria, per esempio, funziona molto meglio nella X100S &#8230; La molla è differente. I comandi anche &#8230; La sensazione generale è migliorata. Fujifilm è di sicuro un&#8217;azienda che ascolta i fotografi. Velocità di messa a fuoco automatica, messa a fuoco manuale ora utilizzabile: tutto vero. Francamente non che fossi particolarmente deluso dalla messa a fuoco automatica della X100. Stando prevalentemente in iperfocale e utilizzando <a href="http://tumblr.massimocristaldi.com/post/27626180473/hyperfocal-distance-scale-for-fuji-x100" target="_blank">la scala che potete scaricare da questo indirizzo</a> e il bottone AFL/AEL botton per la messa a fuoco manuale, si poteva tranquillamente convivere con la X100. Però al 100s è di gran lunga migliorata. E &#8216;sempre impeccabile. Nessuna differenza di velocità di fuoco della 5D Mk II, forse appena qualche incertezza in più. E la messa a fuoco manuale con lo schermo diviso è veramente comoda. Non si sente più &#8220;fly-by-wire&#8221; nell&#8217;uso della ghiera, sembra che stai veramente lavorando sull&#8217;obiettivo stesso. La macchina è generalemente più veloce in tutto. Si accende subito, focheggia meglio, scatta più velocemente. Ben fatto, Fuji.</p>
<p><span style="font-size: 1.5em;">L&#8217;Output</span></p>
<p>Andiamo direttamente all&#8217;output. Il primo tentativo e il confronto sono stati fatti nell&#8217;ambiente peggiore per le questioni RAW che affliggono i chip XTRANs: fogliame e vegetazione. Sono andato nel mio campo (il giorno prima di un importante taglio erba) e ha scattato diverse immagini. No treppiede (c&#8217;era anche un po &#8216;di vento così le foglie un po&#8217; ballavano) e situazione tutt&#8217;altro che perfetta: queste sono macchine  &#8221;d&#8217;azione&#8221; e, come sempre, non avevo intenzione di replicare la cura con cui i tester di <a href="http://www.dpreview.com/previews/fujifilm-x100s/7" target="_blank">DPReview</a> o <a href="http://www.diglloyd.com/" target="_blank">Lloyd Chambers</a> mettono nei confronti tra le macchine fotografiche. Volevo vedere le differenze in termini di feeling generali,  di dettaglio e di risposta tonale. Ho scattato nelle stesse condizioni per entrambe le fotocamere, impostando solo il diaframma con tempi automatici (curioso di vedere se l&#8217;EV era diverso) e in formato RAW + JPG standard (qualità fine). Poi ho messo i risultati in Lightroom 4.4 che supporta la Fuji RAWS e ha migliorato, già dalle ultime Release Candidate, il modo in cui xtrans RAWS vengono interpretati. La mia valutazione è fatta su una Spectraview NEC calibrato monitor, quindi forse non verrete alla mia stessa conclusione se il vostro monitor non fosse calibrato e il vostro browser abilitato alla gestione dei profili colore. Per evitare tutto ho caricato tutti i file RAW e JPG quindi sentitevi liberi di giocare con le immagini da soli.</p>
<p><span style="font-size: 1.5em;">First scene: f/8 &#8211; </span><a style="font-size: 1.5em;" href="https://dl.dropbox.com/u/429529/TheVisualExperience-x100sVsX100/TheVisualExperience-X100vsX100s-FirstScene.zip" target="_blank">DOWNLOAD JPG&amp;RAW</a></p>
<p>(tutto default per ogni macchina &#8211; nessun &#8220;camera profile&#8221; impostato sulla X100). Le aree &#8220;cropped&#8221; sono riportate nelle immagini in verde e rosso. Non ho voluto ridimensionare le immagini della X100s a 12Mpixel per non introdurre artefatti provenienti da altri software. <img class="aligncenter size-full wp-image-4789" alt="first-scene-x100-x100s" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/first-scene-x100-x100s.jpg" width="880" height="453" /> La differenza tra i sensori (vorrei chiamarla la &#8220;firma&#8221;) è abbastanza evidente anche in questa comparazione side-by-side. Il cielo della X100s è più tendente al ciano e c&#8217;è una maggiore quantità di giallo sull&#8217;erba. Il rendering della X100 è in qualche modo più &#8220;vellutato&#8221;, con un cielo dalla migliore risposta tonale. Ovviamente è sempre possibile lavorare sulla risposta tonale della X100s per avere i risultati che si aspettano e immagino che una delle prossime versioni di ACR, con il &#8220;camera profile&#8221; dedicato alla X100s, indirizzerà alcuni di queste questioni. Una cosa che mi ha colpito, e che ho visto anche in altre immagini, è l&#8217;interpretazione del punto di bianco. La 100 in AWB ha deciso per 5250/tint +12, mentre the X100S per 5100/tint +10. In generale le immagini della X100s sono più verso la zona fredda del white balance. Questo ovviamente ha un impatto non secondario sulla resa tonale delle immagini. Spostandoci in post processing verso una maggiore &#8220;daylight&#8221; il cielo migliora nella X100S, mentre la parte &#8220;giallastra&#8221; del verde rimane visibile e richiede maggiore post processing. Crop centrale (Area ROSSO) &#8211; Nonostante la maggiore risoluzione della 100s la x100 è ancora OK. Non noto particolari artefatti nelle immagini RAW della X100s, anche in altre zone della fotografia quindi posso concludere che, dal punto di vista dei dettaglio, ACR 7.4 fa un buon lavoro qui. I risultati della X100s sono, a mio avviso, più contrastati, con neri più evidenti e una variazione cromatica meno &#8220;gentile&#8221; nel fogliame.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4791 aligncenter" alt="" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/1-fuji-S-1.jpg" width="897" height="866" /></p>
<pre style="text-align: center;">x100s</pre>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4792 aligncenter" alt="" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/1-fuji-x100-1.jpg" width="897" height="866" /></p>
<pre style="text-align: center;">x100</pre>
<p>Area verde nella zona sinistra dell&#8217;immagine. Qui la X100 ha un po&#8217; di aberrazione cromatica che non è visibile nella X100s. Si direbbe che l&#8217;accoppiata sensore-lente funzioni meglio sulla nuova macchina e questo dimostrerebbe che anche il coating della lente è cambiato nella X100s, come Fuji dichiara nella sua lista di differenze. Anche abilitando il color profile nella X100 l&#8217;aberrazione cromatica è ancora evidente. Anche se non sono esattamente gli stessi &#8220;crops&#8221; si nota il maggior potere risolvente della S che comunque necessita di un po&#8217; di sharpening. Ovviamente questo &#8220;crop&#8221; non è da considerare di interesse per una valutazione delle caratteristiche ottiche della lente, visto che l&#8217;area è un po&#8217; fuori fuoco. Le performance di entrambe le macchina a f8 sono davvero buone.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4794  aligncenter" alt="" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/1-fuji-S-2.jpg" width="821" height="849" /></p>
<pre style="text-align: center;">X100s</pre>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4795  aligncenter" alt="" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/1-fuji-x100-2.jpg" width="809" height="906" /></p>
<pre style="text-align: center;">X100</pre>
<h3>JPG</h3>
<p>Per i maniaci dei JPG qui sotto una comparazione delle stesse immagini in modalità Standard (provia). Ebbene si, grandi differenze. Non tanto in termini di dettagli anche se ovviamente il JPG è molto più &#8220;sharp&#8221; del RAW, ma in termini cromatici. Guardate l&#8217;ombra dell&#8217;albero. Molto, troppo contrasto nella X100s. Mi piace di più l&#8217;output della X100 anche se, davvero, non scatto mai in JPG. Pixel-peepers: scaricate il file se voltete. Per me il RAW trattato da ACR è sicuramente migliore e fa, su quest&#8217;immagine, un buon lavoro. Ovviamente bisogna abituarsi a come processare i files della 100s visto che il sensore è nuovo, diverso e un po&#8217; &#8220;tricky&#8221;. In generale in JPG si nota che esiste una differenza forse di 2/3 di stop tra le due macchine a parità di EV. <img class="aligncenter size-full wp-image-4799" alt="jpg-x100-x100s" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/jpg-x100-x100s.jpg" width="879" height="462" /></p>
<h2>Seconda scena: f/2 &#8211; <a href="https://dl.dropbox.com/u/429529/TheVisualExperience-x100sVsX100/TheVisualExperience-X100vsX100s-SecondScene.zip" target="_blank">DOWNLOAD JPG&amp;RAW</a></h2>
<p>Anche se sempre a mano e senza treppiedi, in questo caso sono riuscito a fare due scatti simili con la X100 e la X100s. Ho scattato a @ 1/4000 che non è, come saprete, non è possibile su queste macchine a f2. Quindi lasciate stare il dato EXIF e considerate f/2 1/1000. I miei commenti sulla scena: Aberrazione Cromatica NON presente sulla S ma visibile sulla X100. Le foglie di ulivo sono rese dal motore RAW della 100s in modo a mio avviso perfettibile. Trovo che il rendering generale della X100 sia un po&#8217; migliore.  Anche in questo caso il diverso punto di bianco ha dato differenti risultati. Interessante notare visto che, questo valore, si ostina a restare s 5100 sulla maggior parte dei miei tentativi fatti nei giorni successivi. Questo, assieme ai 2/3 di stop fa si che l&#8217;immagini della X100 siano in partenza più contrastate.  I JPG, per gli interessati, sono inclusi nel download. In generale i JPG confermano un rendering maggiormente artefatto della X100s mentre più realistico sulla x100. Se scattassi SOLO in JPG penso che rimarrei sulla X100.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4800" alt="second-scene-x100-x100s" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/second-scene-x100-x100s.jpg" width="880" height="462" /></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>C&#8217;è una &#8220;firma&#8221; diversa nella resa delle due telecamere. Facile considerazione dato Bayer vs XTRANS. A ciascuno, soprattutto se solo orientato al solo JPG, può piacere maggiormente il look della X100 o quello della S. E &#8216;chiaro che la S vince in termini di velocità e di pura &#8220;risoluziona&#8221;, anche se il motore ACR ha, a mio parere, ancora spazio per miglioramenti. Il processore XTRANSè di sicuro una nuova bestia da imparare in termini di post-elaborazione. Le differenze di risposta tonale e aspetto possono creare alcuni &#8220;amanti&#8221; di un aspetto rispetto ad un altro. I JPG di output sono migliori, a mio avviso, sulla X100, in termini di colore, ma non ho avuto modo di investigare la risposta di tutti i mode della fotocamera nè di giocare con i parametri di modifica fine dei JPG. Non mi piacciono i toni decisi della X100S, soprattutto per i paesaggi. La sensazione generale che ho è che ora il  strumento fotografico di ogni giorno è davvero capace, veloce, preciso. L&#8217;usabilità è molto importante ed è per questo che trovo l&#8217;approccio Fuji il più attraente per qualcuno proveniente da una lunga esperienza fotografica. Il OVF è stato il mio primo punto di scelta sulla X100 e questo è migliorato (tutte le informazioni di sovrapposizione sono ora visibili meglio anche in piena luce). Domenica ho avuto un po &#8216;di tempo per fare qualche scatto casuale. Nessun aggiustamento in termini o nitidezza, qualche ritocco con Silver Exef per il B&amp;W. In generale ho trovato ancora una volta nelle fotografie allegate alla fine di questo piccolo articolo l&#8217;AWB delle X100S troppo &#8220;freddo&#8221;, quasi &#8220;bloccato&#8221; su 5100 piuttosto che le impostazioni tipiche di luce &#8220;diurne&#8221;. Data un occhiata ad alcuni commenti aggiuntivi sotto ogni fotografia. A mio avviso la 100s è una bella evoluzione che necessita di essere ancora &#8220;compresa&#8221; dal punto di vista del post processing. Le 100 ancora in vendita, dato il rapporto qualità prezzo, rimangono sicuramente delle macchine ancora molto appetibili.<br />
<a href="http://www.massimocristaldi.com"><img class="aligncenter size-full wp-image-4803" alt="_DSF0027" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0027.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">x100s - Ho dovuto aggiustare il White Balance</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4811" alt="_DSF0114" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0114.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Nessun aggiustamento, il dettaglio dell'immagine è molto buono.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4808" alt="_DSF0112" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0112.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">La gamma dinamica è eccellente. Si può recuperare tantissimo dalle ombre.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4807" alt="_DSF0111-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0111-Edit.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Ho aggiunto uno filtro Skylight in post processing. L'X100s è troppo "fredda" per i miei gusti</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4806" alt="_DSF0107-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0107-Edit.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Silver Efex sul  RAW: Le possibilità di intervento in B&amp;W sono ottime</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4805" alt="_DSF0102-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0102-Edit.jpg" width="880" height="880" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Ho dovuto desaturare un po' il cielo che era troppo marcato sul RAW.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4804" alt="_DSF0074-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0074-Edit.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Un altro B&amp;W con Silver Efex</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4812" alt="_DSF0116" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0116.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Nessun Post Processing</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4813" alt="_DSF0117-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0117-Edit.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Il cielo era troppo artificiale. Ho dovuto desaturare anche su quest'immagine.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4814" alt="_DSF0120" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0120.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Grande obiettivo. Si può scattare controluce senza paura di flares.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4815" alt="_DSF0122" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0122.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Come sopra, contro luce.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4816" alt="_DSF0131" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0131.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Il look tridimensionale tipico di Fuji si mantiene con questo sensore.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4817" alt="_DSF0139" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0139.jpg" width="880" height="880" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Eccellente dettaglio</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4818" alt="_DSF0142" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/DSF0142.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<pre style="text-align: center;">Aprendo le ombre.</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimocristaldi.com"> <img class="aligncenter size-full wp-image-4819" alt="_S010036-Edit" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/S010036-Edit.jpg" width="880" height="587" /> </a></p>
<pre style="text-align: center;">Aprendo di molto le ombre. I dettagli e l'assenza di rumore sullo scoglio sono davvero incredibili. Eccellente la gamma dinamica del sensore.</pre>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-e-x100s-differenze/">Fujifilm x100 e x100s: differenze</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gente di Fotografia</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/gente-di-fotografia/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 17:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cristaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho ricevuto oggi in contemporanea due bei regali. Il cofanetto annuale di &#8220;Gente di Fotografia&#8221; e il volume &#8220;Medic&#8221; di Jennifer B Hudson edito da Photolucida. Ora magari vi starete chiedendo che c&#8217;entrano, a parte la contemporaneità postale, delle riviste con un libro. C&#8217;entrano, eccome. Perché Gente di Fotografia non è una rivista, un un libro trimestrale che parla di fotografia. Non soltanto per i contenuti che presentano una selezione intelligente di fotografi stranieri ed italiani (un preview è visibile qui) e per l&#8217;assenza di pubblicità ma soprattutto per una [...]</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/gente-di-fotografia/">Gente di Fotografia</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ho ricevuto oggi in contemporanea due bei regali. Il cofanetto annuale di &#8220;<a href="http://www.gentedifotografia.com/" target="_blank">Gente di Fotografia</a>&#8221; e il volume &#8220;Medic&#8221; di Jennifer B Hudson edito da <a href="http://www.photolucida.org/books.php" target="_blank">Photolucida</a>. Ora magari vi starete chiedendo che c&#8217;entrano, a parte la contemporaneità postale, delle riviste con un libro. C&#8217;entrano, eccome. Perché Gente di Fotografia non è una rivista, un un <strong>libro trimestrale</strong> che parla di fotografia. Non soltanto per i contenuti che presentano una selezione intelligente di fotografi stranieri ed italiani (un preview è visibile <a href="http://issuu.com/gentedifotografia/docs/gente_di_fotografia_ed_49_web?mode=window&amp;viewMode=doublePage" target="_blank">qui</a>) e per l&#8217;assenza di pubblicità ma soprattutto per una di quelle cose che è difficilissimo trasmettere su Internet: la qualità della carta e della Stampa. Che gli Italiani siano sempre stati degli eccezionali stampatori di libri d&#8217;arte non è un mistero. Ma che questa qualità si possa trovare su una rivista è effettivamente qualcosa da toccare con mano. Il mio giudizio non soltanto &#8220;teorico&#8221; e basato su quello che vedo ma, piuttosto, sul fatto che, avendo in passato <a href="http://www.massimocristaldi.com/blog/simulacra-published-on-gente-di-fotografia/" target="_blank">pubblicato uno dei miei lavori più difficili cromaticamente</a> su Gente di Fotografia, posso affermare che la restituzione cromatica è quanto di meglio si possa immaginare per una stampa &#8220;industriale&#8221;. E dal 2009 ad oggi ci sono stati ulteriori miglioramenti, carta ancora più spessa, rilegatura leggermente migliorata. Ed ecco, allora che il libro americano Medic, interessante come concetto e con delle belle fotografie, sparisce clamorosamente &#8220;in quanto oggetto&#8221; al cospetto di Gente Di Fotografia. Non parlo di contenuti, che ovviamente sono assolutamente soggettivi, parlo semplicemente di qualità di riproduzione e di carta.</p>
<p>Se a questo aggiungiamo che Medic è un volumetto da 16&#215;16 cm, 48 pagine, e 20 illustrazioni e costa 40 dollari posso senza dubbio concludere che Gente di Fotografia, 130 pagine, 21x19cm, a 14 Euro è, dei due arrivi di oggi, l&#8217;unico regalo.</p>
<p>In questo mondo troppo fatto di digitale un abbonamento a qualcosa di così ben fatto dovrebbe far parte del corredo di qualunque &#8220;fotodipendente&#8221; italiano. E, per sostenere la rivista che, come ho scritto sopra, NON si basa sulla pubblicità, quasi un dovere morale.</p>
<a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-01.jpg"><img class="size-full wp-image-4722" alt="gente-di-fotografia-01" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-01.jpg" width="880" height="587" /></a> Il cofanetto delle quattro riviste del 2012
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4723" alt="gente-di-fotografia-02" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-02.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-03.jpg"><img class="size-full wp-image-4724" alt="gente-di-fotografia-03" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-03.jpg" width="880" height="587" /></a> Joakim Eskildsen The roma journeys &#8211; numero 50<br />
<a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-05.jpg"><img class="size-full wp-image-4726" alt="gente-di-fotografia-05" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-05.jpg" width="880" height="587" /></a> Tomàs Munita &#8211; numero 52</p>
<p>&nbsp;</p>
<a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-04.jpg"><img class="size-full wp-image-4725" alt="gente-di-fotografia-04" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/gente-di-fotografia-04.jpg" width="880" height="587" /></a> Gert Jochems &#8211; numero 50
<p>&nbsp;</p>
<a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/photolucida-01.jpg"><img class="size-full wp-image-4728" alt="photolucida-01" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/photolucida-01.jpg" width="880" height="587" /></a> Medic &#8211; Edizioni Photolucida
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/photolucida-02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4729" alt="photolucida-02" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/photolucida-02.jpg" width="880" height="587" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Visual Foundation Workshop in Sicilia: 22-25 Agosto 2013</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-22-25-agosto-2013/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 15:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[visual-culture-foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se sei un amante della fotografia che ha raramente creato immagini o un professionista che necessita di ripensare la sua crescita stilistica, questo workshop è un perfetto inizio. Vogliamo che tu inizi a vedere la tecnologia non come un ostacolo ma come un mezzo di creazione espressiva. Le nostre fotografie saranno corredate di analisi di dettaglio e di semiotica, utilizzando questi strumenti come le chiavi di conoscenza che ti aiutano a crescere.
Il nostro workshop Visual Foundation rappresenta le nuove fondamenta del tuo lavoro.</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-22-25-agosto-2013/">Visual Foundation Workshop in Sicilia: 22-25 Agosto 2013</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><div class="slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/the-visual-foundation-cristaldi-c.jpg"/><br /></a></div>
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			<div class="not-first slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/The-Altar-05.jpg"/><br /></a></div>
			
<p style="text-align: right;"><a class="awesome" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-dal-27-30-giugno-2013/" target="_blank">Altre date per questo workshop: Giugno 2013</a></p>
<p>Con la semplificazione degli strumenti fotografici, diventare un buon fotografo è diventato più difficile. Sembra un paradosso ma trovare un&#8217;espressione artistica o professionale attraverso la fotografia è oggi un&#8217;avventura. Macchine e processi si sono omogenizzati. Tutti fanno la stessa fotografia, a fuoco, ben esposta e composta. E&#8217; sempre più difficile emergere, avere una visione, dimostrare un&#8217;identità e uno stile.</p>
<p>Con oltre vent&#8217;anni di esperienza di insegnamento, abbiamo creato un nuovo metodo per insegnare la fotografia. Abbiamo basato i nostri workshop sulla conoscenza visuale e sulla comprensione culturale. Dal come utilizzare le  macchine digitali (e non) per essere qualcosa in più di un &#8220;amatore&#8221; fino a vedere in profondità il linguaggio visuale, questo workshop ti offrirà nuove basi per creare immagini.</p>
<p>Vogliamo farti diventare un &#8220;pensatore&#8221; di immagini oltre che un &#8220;produttore&#8221; di immagini.</p>
<p>Se sei un amante della fotografia che ha raramente creato immagini o un professionista che necessita di ripensare la sua crescita stilistica, questo workshop è un perfetto inizio. Le nostre fotografie saranno corredate di analisi di dettaglio e di semiotica, utilizzando questi strumenti come le chiavi di conoscenza che ti aiutano a crescere. Si parlerà di foto ma soprattutto di progetti fotografici, di visioni coerenti ed interessanti</p>
<p>Il nostro workshop &#8220;Visual Foundation&#8221; rappresenta le nuove fondamenta della tua visione fotografica.</p>
<p>Tre giorni interi per cambiare il modo in cui tu vedi e il modo in cui tu comprendi l&#8217;immagine: meeting informali giornalieri, fotografie e analisi.</p>
<h2>Tutors</h2>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/photographers/massimo-cristaldi/">Massimo Cristaldi</a>. Il gruppo è composto da un massimo di 12 persone.</p>
<blockquote><p>Massimo:<br />
<p></p><p>Massimo Cristaldi è nato a Catania nel 1970. La sua carriera professionale è iniziata nel 1994, quando, dopo la laurea in Geologia, inizia a gestire progetti di ricerca internazionali. L’arte è l’humus nel quale è cresciuto e la fotografia il modo per librare il suo lato creativo interiore. Il suo sguardo è focalizzato sulle tracce che l’Uomo e il passaggio del tempo incidono sulla Natura e sulle Cose, scegliendo di rappresentare gli effetti e i segni su cosa rimane.<br />
E’ stato premiato all’International Photography Awards 2008, 2009, 2010 e 2011 al B&#038;W Spider Awards 2008 e 2009, al Photography Masters Cup 2008 , al Travel Photographer Of The Year 2008 e al Prix de Photographie de Paris 2009.<br />
I suoi lavori sono presenti in Gallerie negli Stati Uniti, in Belgio, Francia, nel Regno Unito e in Italia. Vive tra Catania e Roma. I suoi lavori sono presenti nella collezione permanente della George Eastaman House, International Museum of Photography di Rochester (NY, USA).</p>
</p></blockquote>
<h2>Dove</h2>
<p>Il workshop sarà in un antico borgo rurale nella Campagna Siciliana, non lontano da Catania. Via dal frastuono della città, ma vicino ai luoghi tipici, ricchi di gente e di opportunità fotografiche. E&#8217; la possibilità ideale  per un workshop e per trascorrere una breve vacanza. I dettagli sulla location verranno comunicati direttamente a chi si iscriverà al corso.</p>
<h2>Cosa</h2>
<p>Cosa faremo in pratica? Scatteremo fotografie (in strada, tra la gente, paesaggi &#8211; siamo posizionati in un luogo pieno di opportunità fotografiche e con grandi possibilità di sviluppare un progetto personale), le analizerremo, le ri-penseremo e declineremo sull&#8217;idea di vari progetti personali e le commenteremo assieme. Parleremo più di concetti e meno di tecnica. Ci focalizzeremo sui soggetti e sui progetti piuttosto che sui megapixel. Questo corso di aiuterà a sviluppare una nuova visione personale e ti offrirà la possbilità di portare a casa la tua prospettiva della Sicilia.</p>
<h2>Costo del workshop</h2>
<p>1.200,00 a persona</p>
<h2>Per Dormire e Mangiare</h2>
<p>Il &#8220;dormire&#8221; è Incluso nel prezzo. Pranzi, cene e trasferimenti NON sono inclusi. <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/contatti/" target="_blank">Contattaci per ogni dettaglio di tipo logistico.</a></p>
<h2>Lingue del workshop</h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img class="no_shadow" title="Workshop in Italiano e in Inglese" alt="Workshop in Italiano e in Inglese" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/res/flags/it.png" width="25" height="25" /></td>
<td style="text-align: center;"><img class="no_shadow" title="Workshop in English and in italian" alt="Workshop in English and in Italian" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/res/flags/en.png" width="25" height="25" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ci aspettiamo iscritti da tutto il mondo quindi parleremo in inglese e in italiano.</p>
<h2>Agenda</h2>
<p>22 Agosto &#8211; Tardo Pomeriggio, dopo le 17 &#8211; Arrivo, welcome e presentazione e Introduzione al corso.</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">Temi del workshop e obbiettivi</span></li>
<li>Pensare le immagini</li>
<li>Produrre immagini e progetti fotografici</li>
</ul>
<p>23 Agosto &#8211; 1° Giorno,  Imparare a vedere, in giro con i tutors</p>
<ul>
<li>Pensare un&#8217;immagine</li>
<li>L&#8217;importanza della luce</li>
<li>Comprendere l&#8217;esposizione e fare un uso creativo</li>
<li>Isolare i soggetti ed utilizzare le prospettive</li>
<li>Riassunto e visione delle immagini realizzate</li>
<li>Introduzione di base al post processing (basata su Lightroom)</li>
</ul>
<p>24 Agosto &#8211; 2° Giorno, Secondo Giorno &#8211; Un progetto fotografico</p>
<ul>
<li>Da un&#8217;immagine ad un progetto: la visione</li>
<li>Fotografare e raccontare per immagini</li>
<li>Sviluppare un progetto personale: lo stile</li>
<li>Scrivere l&#8217;introduzione ad un progetto: pensare per immagini</li>
<li>Sviluppare uno stile fotografico</li>
</ul>
<p>25 Agosto &#8211; 3° Giorno, &#8211; Un giorno fuori per realizzare il proprio progetto personale sulla Sicilia</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">Scattare e produrre immagini</span></li>
<li>Allinearsi all&#8217;idea di progetto</li>
<li>Deviare dall&#8217;idea di progetto per creare nuove immagini</li>
<li>Mettere assieme le immagini un un progetto coerente di trenta scatti</li>
<li>Guardare e discutere i risultati dei partecipanti</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-22-25-agosto-2013/">Visual Foundation Workshop in Sicilia: 22-25 Agosto 2013</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Visual Foundation Workshop in Sicilia: 27-30 Giugno 2013</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-dal-27-30-giugno-2013/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 15:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[visual-culture-foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se sei un amante della fotografia che ha raramente creato immagini o un professionista che necessita di ripensare la sua crescita stilistica, questo workshop è un perfetto inizio. Vogliamo che tu inizi a vedere la tecnologia non come un ostacolo ma come un mezzo di creazione espressiva. Le nostre fotografie saranno corredate di analisi di dettaglio e di semiotica, utilizzando questi strumenti come le chiavi di conoscenza che ti aiutano a crescere.
Il nostro workshop Visual Foundation rappresenta le nuove fondamenta del tuo lavoro.</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-dal-27-30-giugno-2013/">Visual Foundation Workshop in Sicilia: 27-30 Giugno 2013</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><div class="slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/the-visual-foundation-cristaldi-c.jpg"/><br /></a></div>
			<div class="not-first slideshow-next slideshow-content">
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/MensWorld-04.jpg"/><br /></a></div>
			<div class="not-first slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/The-Altar-05.jpg"/><br /></a></div>
			
<p style="text-align: right;"><a class="awesome" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-22-25-agosto-2013/" target="_blank">Altre date per questo workshop: Agosto 2013</a></p>
<p>Con la semplificazione degli strumenti fotografici, diventare un buon fotografo è diventato più difficile. Sembra un paradosso ma trovare un&#8217;espressione artistica o professionale attraverso la fotografia è oggi un&#8217;avventura. Macchine e processi si sono omogenizzati. Tutti fanno la stessa fotografia, a fuoco, ben esposta e composta. E&#8217; sempre più difficile emergere, avere una visione, dimostrare un&#8217;identità e uno stile.</p>
<p>Con oltre vent&#8217;anni di esperienza di insegnamento, abbiamo creato un nuovo metodo per insegnare la fotografia. Abbiamo basato i nostri workshop sulla conoscenza visuale e sulla comprensione culturale. Dal come utilizzare le  macchine digitali (e non) per essere qualcosa in più di un &#8220;amatore&#8221; fino a vedere in profondità il linguaggio visuale, questo workshop ti offrirà nuove basi per creare immagini.</p>
<p>Vogliamo farti diventare un &#8220;pensatore&#8221; di immagini oltre che un &#8220;produttore&#8221; di immagini.</p>
<p>Se sei un amante della fotografia che ha raramente creato immagini o un professionista che necessita di ripensare la sua crescita stilistica, questo workshop è un perfetto inizio. Le nostre fotografie saranno corredate di analisi di dettaglio e di semiotica, utilizzando questi strumenti come le chiavi di conoscenza che ti aiutano a crescere. Si parlerà di foto ma soprattutto di progetti fotografici, di visioni coerenti ed interessanti</p>
<p>Il nostro workshop &#8220;Visual Foundation&#8221; rappresenta le nuove fondamenta della tua visione fotografica.</p>
<p>Tre giorni interi per cambiare il modo in cui tu vedi e il modo in cui tu comprendi l&#8217;immagine: meeting informali giornalieri, fotografie e analisi.</p>
<h2>I tutors</h2>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/photographers/edward-rozzo-2/">Edward Rozzo</a> e <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/photographers/massimo-cristaldi/">Massimo Cristaldi</a>. Essendo in due i tutors saranno più vicini alle esigenze di ognuno. Il gruppo è composto da un massimo di 12 persone.</p>
<blockquote><p>Edward:<br />
<p></p><p>Italiano di origine statunitense, dopo gli studi alla School for Public Communications della Boston University e la laurea in Belle Arti con specializzazione in fotografia contemporanea negli Stati Uniti alla Rhode Island School of Design nel 1970, Edward Rozzo si stabilisce a Milano dove si dedica da oltre 30 anni a fotografare persone, luoghi e processi lavorativi per il mondo Corporate, lavorando con le più importanti multinazionali e varie testate a livello mondiale.<br />
Per dieci anni ha abbinato la sua attività professionale a un’intensa attività didattica, conducendo workshops e lezioni in Italia e all’estero. Per quattro anni è stato titolare della cattedra di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e per nove anni responsabile del Dipartimento di Fotografia all’Istituo Europeo di Design di Milano.<br />
Dal 1982 al 1984 è chiamato dall’allora sovrintendente della Pinacoteca di Brera, Carlo Bertelli, per creare e dirigere il programma Brera/Fotografia.<br />
Negli ultimi anni, affianca al suo lavoro professionale la ricerca personale. Le sue fotografie sono state esposte in varie mostre personali e collettive in Italia quali la Biennale della Fotografia a Torino, la Fondazione Corrente di Milano e il Museo Alinari di Firenze. Nel 1998 le sue immagini sono state esposte nella mostra Il Nuovo Paesaggio Umano curata da Toni Thorimbert per la XXIX edizione dei Rencontres Internationales de la Photographie ad Arles, France.</p>
</p></blockquote>
<blockquote><p>Massimo:<br />
<p></p><p>Massimo Cristaldi è nato a Catania nel 1970. La sua carriera professionale è iniziata nel 1994, quando, dopo la laurea in Geologia, inizia a gestire progetti di ricerca internazionali. L’arte è l’humus nel quale è cresciuto e la fotografia il modo per librare il suo lato creativo interiore. Il suo sguardo è focalizzato sulle tracce che l’Uomo e il passaggio del tempo incidono sulla Natura e sulle Cose, scegliendo di rappresentare gli effetti e i segni su cosa rimane.<br />
E’ stato premiato all’International Photography Awards 2008, 2009, 2010 e 2011 al B&#038;W Spider Awards 2008 e 2009, al Photography Masters Cup 2008 , al Travel Photographer Of The Year 2008 e al Prix de Photographie de Paris 2009.<br />
I suoi lavori sono presenti in Gallerie negli Stati Uniti, in Belgio, Francia, nel Regno Unito e in Italia. Vive tra Catania e Roma. I suoi lavori sono presenti nella collezione permanente della George Eastaman House, International Museum of Photography di Rochester (NY, USA).</p>
</p></blockquote>
<h2>Dove</h2>
<p>Il workshop sarà in un antico borgo rurale nella Campagna Siciliana, non lontano da Catania. Via dal frastuono della città, ma vicino ai luoghi tipici, ricchi di gente e di opportunità fotografiche. E&#8217; la possibilità ideale  per un workshop e per trascorrere una breve vacanza. I dettagli sulla location verranno comunicati direttamente a chi si iscriverà al corso.</p>
<h2>Cosa</h2>
<p>Cosa faremo in pratica? Scatteremo fotografie (in strada, tra la gente, paesaggi &#8211; siamo posizionati in un luogo pieno di opportunità fotografiche e con grandi possibilità di sviluppare un progetto personale), le analizerremo, le ri-penseremo e declineremo sull&#8217;idea di vari progetti personali e le commenteremo assieme. Parleremo più di concetti e meno di tecnica. Ci focalizzeremo sui soggetti e sui progetti piuttosto che sui megapixel. Questo corso di aiuterà a sviluppare una nuova visione personale e ti offrirà la possbilità di portare a casa la tua prospettiva della Sicilia.</p>
<h2>Costo del workshop</h2>
<p>1.200,00 a persona</p>
<h2>Per Dormire e Mangiare</h2>
<p>Il &#8220;dormire&#8221; è Incluso nel prezzo. Pranzi, cene e trasferimenti NON sono inclusi. <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/contatti/" target="_blank">Contattaci per ogni dettaglio di tipo logistico.</a></p>
<h2>Lingue del workshop</h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img class="no_shadow" title="Workshop in Italiano e in Inglese" alt="Workshop in Italiano e in Inglese" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/res/flags/it.png" width="25" height="25" /></td>
<td style="text-align: center;"><img class="no_shadow" title="Workshop in English and in italian" alt="Workshop in English and in Italian" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/res/flags/en.png" width="25" height="25" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ci aspettiamo iscritti da tutto il mondo quindi parleremo in inglese e in italiano.</p>
<h2>Agenda</h2>
<p>27 Giugno &#8211; tardo pomeriggio, dopo le 17. Introduzione al corso.</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">Temi del workshop e obbiettivi</span></li>
<li>Pensare le immagini</li>
<li>Produrre immagini e progetti fotografici</li>
</ul>
<p>28 Giugno &#8211; Primo Giorno &#8211; Imparare a vedere, in giro con i tutors</p>
<ul>
<li>Pensare un&#8217;immagine</li>
<li>L&#8217;importanza della luce</li>
<li>Comprendere l&#8217;esposizione e fare un uso creativo</li>
<li>Isolare i soggetti ed utilizzare le prospettive</li>
<li>Riassunto e visione delle immagini realizzate</li>
<li>Introduzione di base al post processing (basata su Lightroom)</li>
</ul>
<p>29 Giugno &#8211; Secondo Giorno &#8211; Un progetto fotografico</p>
<ul>
<li>Da un&#8217;immagine ad un progetto: la visione</li>
<li>Fotografare e raccontare per immagini</li>
<li>Sviluppare un progetto personale: lo stile</li>
<li>Scrivere l&#8217;introduzione ad un progetto: pensare per immagini</li>
<li>Sviluppare uno stile fotografico</li>
</ul>
<p>30 Giugno &#8211; Terzo Giorno &#8211; Un giorno fuori per realizzare il proprio progetto personale sulla Sicilia</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">Scattare e produrre immagini</span></li>
<li>Allinearsi all&#8217;idea di progetto</li>
<li>Deviare dall&#8217;idea di progetto per creare nuove immagini</li>
<li>Mettere assieme le immagini un un progetto coerente di trenta scatti</li>
<li>Guardare e discutere i risultati dei partecipanti</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/visual-foundation-workshop-in-sicilia-dal-27-30-giugno-2013/">Visual Foundation Workshop in Sicilia: 27-30 Giugno 2013</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le macchine fotografiche digitali del 2012</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/le-macchine-fotografiche-digitali-del-2012/</link>
		<comments>http://www.thevisualexperience.org/web/it/le-macchine-fotografiche-digitali-del-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 19:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produrre]]></category>
		<category><![CDATA[Pentax @it]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 2012 ha portato una serie di importanti prodotti sul mercato offrendo un&#8217;insieme di novità davvero propulsive per tutto il settore. Certo, tutto questo movimento (170 nuovi modelli solo nel 2012, fino ad oggi) spesso aumenenta la difficoltà di orientarsi nell&#8217;ormai variegatissimo mondo delle macchine fotografiche digitali. Quest&#8217;articolo è un compendio ragionato alle varie opzioni possibili che oggi si pongono davanti agli occhi del professionista e dell&#8217;appassionato evoluto, novità in certi casi in grado di mettere in dubbio anche quanto già precedentemente acquistato alla luce di nuove potenzialità, grande versatilità [...]</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/le-macchine-fotografiche-digitali-del-2012/">Le macchine fotografiche digitali del 2012</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il 2012 ha portato una serie di importanti prodotti sul mercato offrendo un&#8217;insieme di novità davvero propulsive per tutto il settore. Certo, tutto questo movimento (170 nuovi modelli solo nel 2012, fino ad oggi) spesso aumenenta la difficoltà di orientarsi nell&#8217;ormai variegatissimo mondo delle macchine fotografiche digitali. Quest&#8217;articolo è un compendio ragionato alle varie opzioni possibili che oggi si pongono davanti agli occhi del professionista e dell&#8217;appassionato evoluto, novità in certi casi in grado di mettere in dubbio anche quanto già precedentemente acquistato alla luce di nuove potenzialità, grande versatilità e qualità delle immagini.</p>
<p>A nostro avviso quest&#8217;anno verrà ricordato per il consolidamento di una fascia di macchine fotografiche con capacità da reflex ma con ridotti ingombri. A parte le micro quattro terzi, uscite attorno al 2009, che sicuramente si sono consolidate negli ultimi anni, tanto in termini di prestazioni che di velocità di scatto, la vera rivoluzione è stata quella di mettere sensori fisicamente più grandi in corpi macchina dimensionati come le Leica anni 60. Questa la colonna sonora principale del 2012, a volte declinata in senso &#8220;classico&#8221; di revival del passato (Fujifilm in testa, precursore del trend) a volta in senso tecnologico ed avveneristico (le varie Sony NEX) con touch screens fino ad arrivare, nel caso della Samsung Galaxy CAM, a smartphones travestiti da macchine fotografiche con sistemi operativi Androids.</p>
<p>Sul versante delle DSLR le Nikon D800 e D800E hanno sicuramente costituito la grande novità, con una risoluzione effettiva fino a poco tempo fa appannaggio dei soli corpi medio formato, mentre Canon 6D e Nikon D600 hanno portato le reflex digitali sotto la soglia psicologica dei 2.000 euro. Ecco quindi a nostro avviso il menu delle scelte di quest&#8217;anno, partendo, in ordine inverso, dalle ultime presentate. E&#8217; una lista di 20 modelli tra cui scegliere a seconda delle esigenze. Sono tutte modelli capaci di produrre buone fotografie, pur con le limitazioni intrinseche collegate alle scelte costruttutive e alla rispettiva fascia di prezzo. Una lista &#8220;dinamica&#8221; che non intende, ovviamente, essere esaustiva ma che rappresenta la scelta del nostro <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/photographers/" target="_blank">team di fotografi</a>.</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/products/nikon/slrs/nikon_v2" target="_blank">Nikon 1 v2</a></h2>
<p><img class="size-full wp-image-4564 no_shadow alignleft" title="nikonv1" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/nikonv1.png" alt="" width="100" height="100" />La declinazione per gli appassionati della Nikon 1 J2. Fatta attorno ad un sensore da 14Mpixel, con ottiche della serie Nikon 1. Non ci piace il sensore da 1 pollice, ma la macchina può essere interessante per gli appassionati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://it.leica-camera.com/photography/m_system/m_new/" target="_blank">Leica M Typ 240</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4567 no_shadow" title="leicam240" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/leicam240.png" alt="" width="100" height="100" />La nuova Leica M, con rinnovato sensore da 24Mpixel, liveview, mirino elettronico. Un punto di riferimento per il marchio, ma anche una macchina che strizza l&#8217;occhio alle novità introdotte dagli altri competitors. Per i professionisti che guardano con interesse le ibridazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://it.leica-camera.com/photography/m_system/m-e/" target="_blank">Leica M-E Typ 220</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4568 no_shadow" title="leicam220" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/leicam220.png" alt="" width="100" height="100" />Senza i fronzoli della 240, ma con un rinnovato sensore rispetto all&#8217;M9. Per i professionisti tradizionalmente legati al marchio di Wetzlar.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/olympus-pen-e-pl5-e-pm2/" target="_blank">Olympus PEN E-PL5 e E-PM2</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4569 no_shadow" title="olympus-pen" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/olympus-pen.png" alt="" width="100" height="100" />Poca spesa buona resa. La quinta evoluzione delle macchine basate sul sensore Micro 4/3, nel formato intermedio tra le grandi OM-D EM-5 e la piccola E-PM2. Con display posteriore articolato. Per chi inizia a fotografare e desidera qualcosa di piccolo e portatile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/canon-eos-6d/" target="_blank">Canon EOS 6D</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4570 no_shadow" title="canon6d" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/canon6d.png" alt="" width="100" height="100" />Una via di mezzo tra una 5D mkII e una 5D mkIII. Sensore aggiornato ma messa a fuoco abbastanza tradizionale e poco veloce. Economica per un corpo &#8220;semi-pro&#8221;, per l&#8217;appassionato evoluto o come secondo corpo per il professionista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/reviews/nikon-d600/" target="_blank">Nikon D600</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4571 no_shadow" title="nikond600" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/nikond600.png" alt="" width="100" height="100" />La diretta concorrente della 6D, ma maggiore risoluzione e display posteriore un po&#8217; più grande. Di sicuro interesse per quanti non colpiti dalla risoluzione della D800. Come per la 6D, per l&#8217;appassionato evoluto o secondo corpo del professionista.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/sony-alpha-nex-6/" target="_blank">Sony Alpha NEX-6</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4572 no_shadow" title="sony-alphanex6" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/sony-alphanex6.png" alt="" width="100" height="100" />La declinazione high-tech della macchina di medie dimensioni con lenti intercambiabili. Grosso sensore, buona qualità ma troppo &#8220;giapponese&#8221; per i nostri gusti. Per il tecnologo appassionato. 16 Mpixel contro i 24 dell NEX-7.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/sony-alpha-slt-a99/" target="_blank">Sony SLT-A99</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4573 no_shadow" title="sonyslt-a99" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/sonyslt-a99.png" alt="" width="100" height="100" />La concorrente Sony di EOS-6D e Nikon D600. Interessanti le sue caratteristiche video. Per l&#8217;appassionato che fa video e ha lenti Sony.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/sony-cybershot-dsc-rx1/" target="_blank">Sony RX1</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4574 no_shadow" title="sonyrx1" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/sonyrx1.png" alt="" width="100" height="100" />La variante &#8220;low-tech&#8221; (dal punto di vista di interfaccia) delle NEX. 35 mm fissi, sensore della SLT-A99, ottima qualità, prezzo attorno ai 2000 euro. In qualche modo la concorrente, più titolata tecnicamente, della <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-una-breve-recensione/" target="_blank">Fujifilm X100</a>. Per il professionista che vuole un corpo aggiuntivo che vorrebbe entrare in competizione con una Leica M + un 35 summicrom, ad una frazione del prezzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/news/2012/08/29/samsung-announces-galaxy-camera-with-android-OS-4-1-jelly-bean" target="_blank">Samsung Galaxy Camera 4</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4575 no_shadow" title="samsung-galaxy" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/samsung-galaxy.png" alt="" width="100" height="100" />La riportiamo solo come oggetto tecnologico interessante, non abbiamo avuto modo di provarla dal vivo. Come gli smartphones si sono man mano evoluti in macchine fotografiche così questa macchina fotografica utilizza il SO Androids. Ha tutto tranne che il telefono, quindi photosharing, wifi etc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/canon-eos-m/" target="_blank">Canon EOS M</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4576 no_shadow" title="canon-eos-m" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/canon-eos-m.png" alt="" width="100" height="100" />Dato il trend verso il mondo del piccolo Canon non poteva mancare all&#8217;appello. Ecco dunque una &#8220;media&#8221; con ottiche intercambiabili e adattatori per ottiche EF. Non ci convince appieno ma sarà di sicuro interesse per gli appassionati del marchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/reviews/panasonic-lumix-dmc-lx7/" target="_blank">Panasonic DMC-LX7</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4577 no_shadow" title="panasonic-lx7" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/panasonic-lx7.png" alt="" width="100" height="100" />L&#8217;unica delle vere &#8220;compatte&#8221; di qualità della nostra selezione 2012. A partire dalla fortunata LX3, passando per la LX5, questa serie di piccole macchine offre ottima qualità e rapidità. Certo, il piccolo sensore non può essere miracoloso, ma la qualità è discreta per un uso generalista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://it.leica-camera.com/photography/m_system/m_monochrom/" target="_blank">Leica M-Monochrom</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4578 no_shadow" title="leica-m-monochrom" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/leica-m-monochrom.png" alt="" width="100" height="100" />Una macchina di grande fascino e coraggio. Le abbiamo dedicato un intero <a title="Leica M9 monochrom, la magia del bianco e nero e un modo ortodosso per riprenderlo" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/leica-m9-monochrom-la-magia-del-bianco-e-nero-e-un-modo-ortodosso-per-riprenderlo/" target="_blank">articolo qui su The Visual Experience</a>. Per i puristi del bianco e nero. Grande dynamic range, poco noise.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/previews/canon-eos-m/" target="_blank">Canon EOS-1D C</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4579 no_shadow" title="canon-eos-1d-c" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/canon-eos-1d-c.png" alt="" width="100" height="100" />La riportiamo nella nostra lista per la sua abilità nel video di riprendere footage a 4K (4096 x 2160 pixel). Di sicuro interesse per chi usa le DSLR per Video di qualità. Per i videografi evolutiche ancora fotografano.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>Sigma <a href="http://www.dpreview.com/products/sigma/compacts/sigma_dp1m" target="_blank">DP1 Merril</a> e <a href="http://www.dpreview.com/products/sigma/compacts/sigma_dp2m" target="_blank">DP2 Merrill</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4580 no_shadow" title="sigma-merril" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/sigma-merril.png" alt="" width="100" height="100" />Con sensori Foveon, non velocissime nello scatto ma con una qualità di files sorprendente. Sono macchine per chi vuole la qualità d&#8217;immagine prima di tutto in un corpo macchina compatto. La differenza tra le due sta nella lunghezza focale delle ottiche fisse montate, rispettivamente 28 e 45 mm.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/reviews/olympusem5/" target="_blank">Olympus OM-D E-M5</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4581 no_shadow" title="olympus-om-d-e-m5" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/olympus-om-d-e-m5.png" alt="" width="100" height="100" />La &#8220;grande&#8221; tra le micro quattro terzi, con gli stessi comandi della gloriosa OM, con una qualità d&#8217;uscita paragonabile ad una reflex. Per gli appassionati che vogliono avvicinarsi seriamente alla fotografia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/news/2012/02/07/Pentax_Optio_WG-2_WG-2_GPS" target="_blank">Pentax Optio WG-2 GPS</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4582 no_shadow" title="pentax-optio-wg-2" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/pentax-optio-wg-2.png" alt="" width="100" height="100" />La seconda &#8220;compatta&#8221; della nostra selezione è una macchina per uso &#8220;estremo&#8221; dotata di GPS. Per chiunque voglia fotografare in condizioni &#8220;estreme&#8221; senza rischiare di rompere fotocamere delicate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="http://www.dpreview.com/reviews/nikon-d800-d800e/" target="_blank">Nikon D800/D800E</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4583 no_shadow" title="nikon-d800" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/nikon-d800.png" alt="" width="100" height="100" />Una macchina che setta lo standard dell&#8217;alta risoluzione nel 2012, facendo fare a Nikon un deciso passo avanti rispetto a Canon. Tanto si è scritto della D800 e noi non ci sentiamo di aggiungere altro, se non di raccomandarla al professionista che necessita stampe di grande formato. Nell&#8217;attesa che Canon ritenti il &#8220;sorpasso&#8221;.</p>
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<h2><a href="http://www.dpreview.com/reviews/fujifilm-x-pro1/" target="_blank">Fujifilm X-Pro1</a></h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4584 no_shadow" title="fujifilm-x-pro1" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/fujifilm-x-pro1.png" alt="" width="100" height="100" />Grande qualità, ottima usabilità. Di questa macchina abbiamo già <a title="Fuji X-Pro1: una recensione" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fuji-x-pro1-recensione/" target="_blank">diffusamente parlato qui su The Visual Experience</a>. Raccomandata ad appassionati o a professionisti che cercano qualità ed usabilità provenienti dalla grande tradizione del passato.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>Le nostre scelte</h2>
<p>Nikon D800 tra le reflex. Fujifilm X-Pro1 tra le medie con ottiche intercambiabili. Sony RX1 tra quelle ad ottiche fisse, ma anche le Sigma per prezzo competitivo e qualità di uscita  Panasonic LX7 tra le compatte. E Pentax da portare sulla neve per Natale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/le-macchine-fotografiche-digitali-del-2012/">Le macchine fotografiche digitali del 2012</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Viaggio Fotografico a Marrakech &#8211; 1-5 Aprile 2013</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/workshop-fotografico-viaggio-fotografico-marrakech-1-5-aprile-2013/</link>
		<comments>http://www.thevisualexperience.org/web/it/workshop-fotografico-viaggio-fotografico-marrakech-1-5-aprile-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio-fotografico-marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thevisualexperience.org/web/?p=4488</guid>
		<description><![CDATA[<p>Questo workshop di cinque giorni si svolgerà a Marrakech, in Marocco. Rinomata anche grazie all’omonimo film, la città è plasmata dalla sua storia coloniale, dalla crescita economica e soprattutto dalla diversità degli abitanti.
Il workshop si concentrerà su un approccio critico alla fotografia documentaria. Ogni partecipante sarà in grado di indagare sui problemi sociali e di avere una finestra su una variegata realtà.</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/workshop-fotografico-viaggio-fotografico-marrakech-1-5-aprile-2013/">Viaggio Fotografico a Marrakech &#8211; 1-5 Aprile 2013</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Siamo lieti di annunciare il nostro workshop di Aprile : Viaggio fotografico a Marrakech, con  <a href="http://www.mehdi-chafik.com/" title="Mehdi Chafik" target="_blank">Mehdi Chafik</a>  e <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/photographers/massimo-cristaldi/" title="Massimo Cristaldi" target="_blank">Massimo Cristaldi</a>.<br />
<br />
<p></p><div class="slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/workshop-marocco-11.jpg"/><br /></a></div>
			<div class="not-first slideshow-next slideshow-content">
			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/workshop-marocco-21.jpg"/><br /></a></div>
			
<p>Questo workshop di cinque giorni si svolgerà a Marrakech, in Marocco. Rinomata anche grazie all&#8217;omonimo film, la città è plasmata dalla sua storia coloniale, dalla crescita economica e soprattutto dalla diversità degli abitanti.</p>
<p>Il workshop si concentrerà su un approccio critico alla fotografia documentaria. Ogni partecipante sarà in grado di indagare sui problemi sociali e di avere una finestra su una variegata realtà.</p>
<p>Durante il workshop si potranno scattare foto per le strade di Marrakech e documentare così la continua evoluzione del paesaggio sociale e creare immagini che arrivino al cuore di un instante, di una persona, e di una situazione. Le immagini saranno discusse durante il workshop. Le presentazioni visive e le discussioni forniranno una panoramica della fotografia documentaria, nonché i riferimenti per ulteriori esplorazioni.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del workshop è permettere a ciascun partecipante di produrre un breve saggio visivo che crei curiosità, attenzione e rifletta una comprensione più profonda e intima di Marrakech. </p>
<p>La presenza di un fotografo marocchino nel team di The Visual Experience aiuterà il gruppo ad avvicinarsi alla gente del posto e scoprire una parte della città non molto nota ad un normale turista.</p>
<p>Infatti il workshop non è solo un corso di fotografia documentaria, ma è anche un&#8217;opportunità unica per scoprire una delle città più vivaci del Nord Africa.</p>
<h2>Agenda</h2>
<p><strong>GIORNO 1 </strong></p>
<p><em>Colazione di benvenuto</em><br />
Mehdi &#038; Massimo parleranno del loro lavoro, di come si avvicinano ai soggetti e il ruolo della soggettività &#038; della coscienza di sé nella produzione di immagini.<br />
Discussione uno a uno e lettura del portfolio.<br />
Introduzione ai soggetti con cui ogni fotografo si confronterà durante i giorni successivi.</p>
<p><strong>GIORNO 2</strong><br />
<em>Mattina</em> &#8211;   I partecipanti inizieranno a lavorare sulla produzione del loro progetto in loco. Durante questa fase, Mehdi e Massimo aiuteranno i fotografi a risolvere eventuali problemi sia tecnici che logistici o concettuali.</p>
<p><em>Pomeriggio </em>Mehdi &#038; Massimo incontreranno i partecipanti per esaminare e discutere lo stato di avanzamento dei rispettivi progetti.</p>
<p><strong>GIORNO 3</strong>  <br />
<em>Mattina</em> &#8211; I partecipanti continueranno con la produzione del progetto. Durante questa fase, Mehdi e Massimo aiuteranno i fotografi a risolvere eventuali problemi sia tecnici che logistici o concettuali.<br />
<em>Pomeriggio</em>, Mehdi &#038; Massimo incontreranno i partecipanti per rivedere i progetti. Prima fase di editing sui portatili. Alla fine della sessione i partecipanti avranno un&#8217;idea più chiara di quale direzione prenderanno e le immagini di cui avranno bisogno per la produzione.</p>
<p><strong>GIORNO 4</strong>  <br />
<em>Mattina</em>I partecipanti continueranno con la produzione del progetto. Sarà una buona occasione per mettere in pratica gli insegnamenti delle sessioni precedenti e produrre le ultime immagini per completare il progetto. Durante questa fase, Mehdi e Massimo aiuteranno i fotografi a risolvere eventuali problemi sia tecnici che logistici o concettuali.<br />
<em>Pomeriggio</em>, Mehdi &#038; Massimo incontreranno i partecipanti per rivedere il progetto finale e preparare la presentazione del giorno dopo.</p>
<p><strong>GIORNO 5</strong>  <br />
<em>Mattina</em> &#8211; Presentazione dei singoli progetti al resto del gruppo e agli ospiti. Si svolgerà una discussione aperta sui progetti realizzati. Tempo libero per godere della città.<br />
<em>Cena di addio</em></p>
<div id="wp-tabs-1" class="wp-tabs wpui-red wpui-styles"></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> Informazioni pratiche</h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"></p>
<p>Il costo del workshop è di € 1000 per 5 giorni. I partecipanti saranno tenuti a pagare una cauzione non rimborsabile di € 300 entro il 28 febbraio. I partecipanti potranno pagare il resto della quota entro il 17 marzo. I partecipanti sono invitati ad arrivare il giorno prima dell&#8217;inizio del corso per una cena di benvenuto.</p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> Cos&#8217;è incluso</h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"></p>
<p>Lezioni da Massimo Cristaldi e Mehdi Chafik (compresa la definizione del progetto di ciascun partecipante, le riprese, le sessioni di editing, la creazione di una presentazione, la proiezione delle immagini dei partecipanti</p>
<p>Cena di addio l&#8217;ultima sera</p>
<p><strong> Cosa NON è incluso</strong></p>
<p>Viaggio in aereo con destinazione Marrakech</p>
<p>Alloggio</p>
<p>Cibo e bevande</p>
<p>Pranzi e cene, tranne la cena di addio l&#8217;ultima sera</p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> Alloggi</h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"></p>
<p>I partecipanti saranno tenuti a comunicare le loro modalità di viaggio e a trovare un alloggio (a Marrakech si parte da 150€ a settimana). Possiamo consigliarvi per trovare la sistemazione che meglio vi si addice.</p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> Compagni </h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"> </p>
<p>Milioni di persone amano la fotografia, ma non necessariamente nella tua famiglia! Questo significa due cose, o si viene da soli si porta un po&#8217; della vostra famiglia con voi. Entrambe le soluzioni vanno più che bene per noi. Ci fa piacere che veniate con la famiglia o con amici, ma se decidete di venire con vostro marito, moglie, compagna o compagno, fatecelo sapere. Non abbiamo lo spazio nei nostri veicoli per tutti, quindi dovrete noleggiare una macchina e possiamo sicuramente aiutarvi in questo. Potreste anche aver bisogno di una camera doppia, quindi se si decide di venire con amici che non prendono parte ai nostri workshop, ricordatevi di farci sapere in modo che possiamo aiutarvi a programmare il viaggio e trovare offerte e sconti su noleggi auto e sistemazioni alberghiere. </p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> Didattica </h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"> </p>
<p>Insegnare è un metodo di condivisione della conoscenza. Lo facciamo a vari livelli durante i nostri workshop: nella conversazione, nelle critiche, nelle conferenze e nelle discussioni generali. Lo scambio continuo tra tutti noi è una parte molto importante dell&#8217;apprendimento. Per esempio, se fa troppo caldo all&#8217;aperto, possiamo ritirarci in un bar per sorseggiare un drink rinfrescante e discutere sul nostro lavoro. La maggior parte delle nostre riflessioni sulle immagini sono fatte su un computer portatile, quindi è altamente consigliato portare il proprio. Durante le sessioni fotografiche l&#8217;insegnante prima spiega quello che si sta cercando di fare e perché, e dopo rimane con il gruppo per continui suggerimenti e consigli. Non ti lasceranno mai da solo a meno che tu non voglia esserlo! Le sessioni giornaliere di critica fotografica sono al centro del nostro processo di apprendimento. </p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p><h3 class="wp-tab-title"> E &#8216;per me? </h3> <div class="wp-tab-content"><div class="wp-tab-content-wrapper"> </p>
<p>Questo workshop è quello che chiamiamo un &#8216;Viaggio Fotografico&#8217;. Ciò significa che è aperto a tutti i livelli. Tutti i nostri workshops e &#8216;Viaggi Fotografici&#8217; sono progettati per raggiungere il cuore della vostra fotografia. Viaggiare insieme è uno dei modi migliori per vedere come lavorate e conoscervi. In questo modo siamo in grado di approfondire le aree di conversazione, che sono spesso messe da parte nei tradizionali workshop. Inoltre, il nostro itinerario è stato progettato per essere insolito ed emozionante. Ovviamente, il viaggio è parte del pacchetto, ma non c&#8217;è bisogno di essere un viaggiatore per godere del nostro Viaggio Fotografico. Per chi ha energia da bruciare, ci saranno un sacco di opportunità, ma per chi ama un ambiente rilassato, abbiamo speso particolare attenzione alla ricerca di luoghi in cui poter lavorare ad un ritmo lento. E&#8217; sempre un&#8217;esperienza gratificante essere in un gruppo e lavorare e pensare sulle immagini e sulla vita insieme. Stare insieme ci permette di condividere idee, speranze e perplessità. Cosa ci porta insieme è il nostro amore per la fotografia e le immagini. Ci auguriamo che sarete con noi in questa meravigliosa opportunità per scoprire Marrakech.</p>
<p></div></div><!-- end div.wp-tab-content --></p>
<p></div><!-- end div.wp-tabs -->
</p>
<h2>Languages</h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img class="no_shadow" title=""Workshop in English" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/res/flags/en.png" alt=""Workshop in Italian and in English" width="25" height="25" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>La fotografia dopo la fotografia: una bella domanda, Joerg</title>
		<link>http://www.thevisualexperience.org/web/it/fotografia-fotografia-bella-domanda-joerg/</link>
		<comments>http://www.thevisualexperience.org/web/it/fotografia-fotografia-bella-domanda-joerg/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 17:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edward Rozzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[La Fotografia dopo la Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo articolo, tradotto dall'originale in inglese, è parte di un interessante dibattito tra Edward Rozzo e Joerg Colberg sulle nuove frontiere, l'utilizzo delle APP e quello che sta accadendo alla fotografia ai nostri giorni. Gli articoli originali, pubblicati in inglese, sono disponibili ai seguenti links. Si rimanda il lettore all'approfondimento in inglese dei testi.</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fotografia-fotografia-bella-domanda-joerg/">La fotografia dopo la fotografia: una bella domanda, Joerg</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em><br />
Questo articolo, tradotto dall&#8217;originale in inglese, è parte di un interessante dibattito tra Edward Rozzo e Joerg Colberg sulle nuove frontiere, l&#8217;utilizzo delle APP e quello che sta accadendo alla fotografia ai nostri giorni. Gli articoli originali, pubblicati in inglese, sono disponibili ai seguenti links. Si rimanda il lettore all&#8217;approfondimento in inglese dei testi.</p>
<p>1. <a href="http://jmcolberg.com/weblog/extended/archives/photography_after_photography/" target="_blank">Colberg: http://jmcolberg.com/weblog/extended/archives/pho&#8230;</a><br />
2. <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/photography-photography-good-question-joerg/" target="_blank">TVE Rozzo: http://www.thevisualexperience.org/web/photograph&#8230;</a><br />
3. <a href="http://jmcolberg.com/weblog/extended/archives/photography_after_photography_further_down_the_rabbit_hole/" target="_blank">Colberg: http://jmcolberg.com/weblog/extended/archives/pho&#8230;</a><br />
4. <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/photography-photography-web-talent/" target="_blank">TVE Rozzo: http://www.thevisualexperience.org/web/photograph&#8230;</a><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/WESTON.jpg"><div id="attachment_4160" class="wp-caption alignleft" style="width: 440px">
	<img src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/WESTON.jpg" alt="" title="WESTON" width="440" height="351" class="size-full wp-image-4160" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Edward Weston</p>
</div></a></p>
<p>Dopo aver letto con interesse lo stimolante articolo di Joerg Colberg <a href="http://jmcolberg.com/weblog/extended/archives/photography_after_photography/" target="_blank"> riguardo il conservatorismo nella fotografia contemporanea e la tendenza degli utenti di smartphone di imitare vecchie macchine e obbiettivi e relativi risulati con il semplice clic di un dito</a>, vorrei aggiungere un paio di riflessioni utili per la comprensione della questione legata al conservatorismo/tradizionalismo nella fotografia d&#8217;arte contemporanea, non solo per esplorare l&#8217;interessante punto di vista di Colberg, ma anche per analizzare quanto sta accadendo nella fotografia e nel mondo delle arti visive nel 2012.</p>
<p>Prima di tutto lasciatemi dire che sono d&#8217;accordo praticamente con  tutte le osservazioni di Colberg,  chiare e aperte, così com&#8217;è il suo solito approccio al mondo della fotografia. Le domande, i dubbi e i commenti sono però inevitabilmente un pò più ambigui quando lui, o chiunque di noi, cerca di chiarire il significato di &#8220;spingere i confini&#8221; del mezzo fotografico. Ovviamente, ognuno di noi reagisce soggettivamente a un complesso campo di riflessione. Questo campo comprende non solo la fotografia come la conosciamo &#8211; la realizzazione di singole immagini con una qualsiasi macchina fotografica &#8211; ma tutta la complessità delle immagini che vediamo ogni giorno nel nostro quotidiano, viaggiando, acquistando, guardando, ecc.  In realtà, il suo articolo tratta così tante questioni di interesse che mi riprometto di scrivere una serie di articoli per affrontare quelle che mi colpiscono di più.</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/WEEGEE.jpg"><div id="attachment_4159" class="wp-caption alignright" style="width: 440px">
	<img src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/WEEGEE.jpg" alt="" title="WEEGEE" width="440" height="293" class="size-full wp-image-4159" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Weegee</p>
</div></a></p>
<p>Il merito dell&#8217;articolo di Colberg sta proprio nel suo tentativo di provare a catturare la confusione e il cambio di significato dell&#8217;immagine fotografica intorno e dentro di noi, durante questo periodo storico. Proprio come il movimento femminista ha cambiato non solo le femministe, ma praticamente tutti i rapporti umani nella maggior parte del mondo industriale, insieme a questioni di identità sessuale negli anni a venire, la domanda di Colberg è un coraggioso tentativo di fermare alcune delle soggettività free-flowing e free-wheeling della cultura contemporanea. Sta cercando di chiamare le cose col loro nome.</p>
<p>Ha ragione, &#8220;la maggior parte dei professionisti è incredibilmente conservatrice per quanto riguarda il mezzo fotografico&#8221;. La maggior parte dei fotografi imita il passato: tecniche del passato, visioni del passato, storie passate. Ha ragione ad accusare curatori ed editori. D&#8217;altra parte, stanno tutti giocando un gioco diverso e le regole sono abbastanza tradizionali. Se devi vendere le immagini in un mercato aperto, non puoi sostenere solo la spinta verso l&#8217;innovazione (visuale), perché andresti in fallimento in un istante. Il pubblico <em>comune</em> non è né colto né ha buon senso, di conseguenza curatori ed editori devono affrontare in qualche modo il loro pubblico. In un periodo di incertezza culturale (come la nostra), <em>tutti</em> guardano al passato che è confortante e dà valori a cui aggrapparsi. Ma questa è una questione sociologica/psicologica che riguarda, in termini generali, il senso della <em>cultura</em>.</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/SKOGLUND.jpg"><div id="attachment_4158" class="wp-caption alignleft" style="width: 440px">
	<img class="size-full wp-image-4158  alignleft" title="(c) Sandy Skoglund" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/SKOGLUND.jpg" alt="" width="440" height="358" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Sandy Skoglund</p>
</div></a></p>
<p>Curatori o editori (confusi quanto il resto di noi), non hanno il compito essere in prima linea. I critici, d&#8217;altro canto, dovrebbero essere in una posizione migliore per esplorare e, eventualmente, spiegare dove sta andando l&#8217;espressione visiva. Purtroppo, anche questo gruppo di professionisti cade spesso nella contrattazione soggettiva (a scapito di un progresso collettivo), al fine di preservare la propria possibilità di vedersi pubblicati.</p>
<p>Così, alla fine, ognuno ha in qualche misura le mani legate, il che significa che i fotografi che <em>spingono verso i confini</em> del &#8220;medium&#8221; fotografico probabilmente non vengono sostenuti bene da nessuno. Questo è il valore di quanto scrive Colberg, che non ha le mani legate, così da poter dire quello che vuole, quando vuole e come vuole. E fa un buon lavoro da un bel pò di tempo. Come si dice in Francia, <em>chapeau</em>.</p>
<p>Per esplorare la questione della fotografia come ancora contributo fondamentale alla nostra cultura visiva, che è, credo, alla base dell&#8217;indagine di Colberg, provo a fare un breve excursus storico. La fotografia è stata <em>rivolta al passato</em> per parecchio tempo. Ha iniziato godendo del suo neo-ritrovato prestigio intorno all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 quando &#8220;maestri&#8221; si sono consolidati e il mercato delle stampe fotografiche è diventato il mercato Fine Art per la fotografia; la fotografia reale, la fotografia molto, molto seria, come i Maestri: Alfred, Henri, Edward e Eugene (Steiglitz, Cartier-Bresson, Weston e Atget). Questi, e molti altri, sono stati seguiti dalla &#8220;nuova&#8221; generazione (già  passata) di Harry Callahan, Robert Frank, Irving Penn, Richard Avedon e simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/PIERRE-GILLES.jpg"><div id="attachment_4156" class="wp-caption alignright" style="width: 292px">
	<img class="size-full wp-image-4156 alignright" title="(c) Pierre &amp;amp; Gilles" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/PIERRE-GILLES.jpg" alt="" width="292" height="440" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Pierre &amp;amp; Gilles</p>
</div></a></p>
<p>Grandi maestri della fotografia contemporanea che realmente hanno <em>ampliato ed esplorato</em> il significato dell&#8217;immagine fotografica. Ma poi le scuole hanno iniziato a buttarlo giù. Grandi università, prima negli Stati Uniti e poi in tutta Europa, hanno iniziato a rilasciare di diplomi in Fotografia e la selezione dei &#8220;pochi eletti&#8221; del passato è diventata la generazione del baby boom di fotografi d&#8217;arte che esplodono sulla nostra cultura consumistica. Reportage da Cartier-Bresson attraverso Frank, Winnogrand e Friedlander divengono la lingua comune della narrazione fotografica per i baby boomers. Aggiungi questo alla conoscenza di aver acquisto un diploma universitario, la consapevolezza di un catalogo in continua espansione in tutto il mondo, la rivoluzione hippy del &#8217;68 e infine aggiungi pure Nan Goldin, Cindy Sherman e Martin Parr. Aggiungi la liberazione gay e la globalizzazione culturale dei consumatori e si ottiene Pierre &#038; Gilles e David LaChapelle. La Fotografia in quanto tale si è in realtà evoluta solo un pò.</p>
<p>Questo cosa ci dimostra? 1, la fotografia non è mai rimasta all&#8217;interno dei suoi confini <em>artistici</em>. Alla fine, la consapevolezza intellettuale e la poesia visiva di Steiglitz non sono tanto più importanti dell&#8217;idea di Weegee di puntare un flash in faccia a qualcuno mentre lo si guarda morire in una pozza di sangue. Steiglitz creava sul profondo corpo emozionale che l&#8217;immagine fotografica avrebbe potuto rappresentare, mentre Weegee stava facendo venticinque centesimi a foto con la storia della fotografia, calpestando i sentimenti della gente. Per nulla artistica ma Weegee ha spinto assieme a Steiglitz i confini, specialmente quelli fotografici. 2, questo dimostra che la divisione, a cui tengono i fotografi d&#8217;arte contemporanea, tra fotografia artistica e commerciale non è mai stata una linea guida per la qualità.</p>
<p>E questo ci mostra inoltre che l&#8217;<em>innovazione tecnologica</em> non è realmente alla base del cambiamento culturale. I fotografi d&#8217;arte sono il risultato della massiccia diffusione delle lauree universitarie in fotografia. Il <em>modello</em> predefinito è un posto di insegnante da qualche parte e una mostra personale di tanto in tanto per mantenere fluido il prestigio. Io non sono contro tutto questo, anch&#8217;io ho una laurea in fotografia e mi piacciono molto le <em>immagini d&#8217;arte</em>, ma sto semplicemente cercando di descrivere un pò oggettivamente la complessità dell&#8217;uso della fotografia in questo mondo di consumatori/industrializzato/globalizzato. Sto solo cercando di aiutare, Joerg.</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/NAN_GOLDIN.jpg"><div id="attachment_4154" class="wp-caption alignleft" style="width: 440px">
	<img class="size-full wp-image-4154 alignleft" title="(c) Nan Goldin" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/NAN_GOLDIN.jpg" alt="" width="440" height="303" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Nan Goldin</p>
</div></a></p>
<p>Siccome Colberg inizia con una questione culturale (il valore dell&#8217;espressione fotografica contemporanea) legata ad una invenzione tecnologica (immagini digitali), si potrebbe chiedere, quale ruolo ha svolto la tecnologia nel recente passato? Che differenza <em>culturale</em> ci sarebbe stata se ci fossero o non fossero state Kodachrome, misurazione spot o le tecnologie T-Max? Qui, penso, è uno dei punti di Colberg che ha bisogno di un pò più chiarezza. Non credo che la tecnologia in realtà &#8220;guida&#8221; il cambiamento culturale, come insinua Colberg. Certamente può cambiare metodi di lavoro e le possibilità linguistiche. Si potrebbero ottenere colori più profondi e ricchi da una Kodachrome che da Ektachrome, ma quella era una questione tecnica. Ha fatto veramente cambiare i parametri della fotografia? A parte l&#8217;uso eccezionale dei fotografi del National Geographic, ha cambiato molto il mondo &#8220;fine art&#8221;? Direi di no. Ma, è vero, l&#8217;invenzione della macchina fotografica da 35 millimetri Leica ha avuto un&#8217;enorme influenza sulla storia della fotografia. Così sembra che alcuni cambiamenti tecnologici influiscono sulla storia e altri meno. L&#8217;invenzione del formato 35mm ha avuto effetti mentre l&#8217;invenzione del formato 2 pollici e ¼  ha avuto poco impatto. La rivoluzione digitale ha avuto un grande impatto sulla storia della fotografia? Colberg sembra pensare che non abbiamo ancora percepito un gran cambiamento rispetto alle vecchie abitudini analogiche. Direi che la rivoluzione digitale è stata proprio questa. Ha cambiato il modo in cui <em>percepiamo</em> un&#8217;immagine. E non è poco.</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/PARR.jpg"><div id="attachment_4155" class="wp-caption alignright" style="width: 440px">
	<img class="size-full wp-image-4155 alignright" title="(c) Martin Parr" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/PARR.jpg" alt="" width="440" height="293" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Martin Parr</p>
</div></a></p>
<p>Quindi, supponendo sia quello il grande passo, può, o dovrei dire, potrebbe la fotografia digitale significare così tanto per il linguaggio fotografico? La mia risposta è sicuramente sì, avrebbe potuto e ha cambiato il significato della fotografia. Ma dove Colberg, e molti con il suo stesso punto di vista, cercano il cambiamento non è dove è necessariamente accaduto. Possiamo capire questa domanda, guardando gli esempi che Joerg Colberg utilizza per illustrare il suo punto di vista. Egli sceglie la gente che, secondo lui, <em>sta cercando</em> di cambiare il significato della fotografia e superare i propri limiti (cosa Colberg trova gratificante e significativa), ma guardando gli stessi autori (Marco Breuer, Gerhard Richter e Matthew Brandt), si potrebbe giungere ad una conclusione molto diversa.</p>
<p>Cerco di riformulare la questione in modo da essere chiaro. Colberg sente (provocatoriamente) che la fotografia contemporanea non è altro che un mix di tradizioni consolidate, ben eseguite, ma molto tradizionale. Sono in pochi a cercare di capire dove potrebbe portarci l&#8217;espressione <em>digitale</em>, si limitano solo ad utilizzare la fotocamera digitale per fare foto analogiche più facilmente e in situazioni più difficili (poca luce, per esempio). Ok. Tutto vero. Le macchine fotografiche digitali ci danno molto più libertà nello scattare le nostre fotografie e ci permettono di catturare immagini in posti in cui sarebbe stato davvero impossibile solo pochi anni fa (100.000 ASA non era nella mente di Kodak nella metà degli anni &#8217;80). Afferma inoltre che neppure la manipolazione è molto nuova, è stato fatto dai fotografi dopo l&#8217;invenzione del mezzo stesso. Ma c&#8217;è una bella differenza tra un paio di fotografi che utilizzano negativi multipli per manipolare le immagini al fine di narrare una storia e milioni di persone che utilizzano Photoshop ogni giorno per modificare il <em>significato</em> delle immagini attraverso la manipolazione. La manipolazione digitale cambia il <em>significato</em> stesso dell&#8217;immagine fotografica e qui sta la vera rivoluzione che ha già avuto luogo.</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/CALLAHAN.jpg"><div id="attachment_4152" class="wp-caption alignleft" style="width: 432px">
	<img class="size-full wp-image-4152 alignleft" title="(c) Henry Callahan" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/CALLAHAN.jpg" alt="" width="432" height="440" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Henry Callahan</p>
</div></a></p>
<p>L&#8217;equivalenza popolare di <strong><em>immagine fotografica = realtà</em></strong> è stata definitivamente alterata. <em>Tutti</em>, o quasi chiunque sia &#8220;visivamente letterato&#8221;, sa che <em>non può più</em> fidarsi di un immagine per comprendere la realtà. <em>Tutte</em> le immagini sono semplicemente rappresentazioni soggettive. Questa era la base di molti corsi universitari sulla cultura visiva, esplorando il mito della realtà fotografica. </p>
<p>Questa nuova concezione è davvero una nuova realtà, e altera il modo in cui <em>percepiamo</em> il mondo intorno a noi. Ha aperto una questione molto più profonda di come noi oggi attribuiamo significato a ciò che vediamo. In pratica noi non <em>crediamo</em> più ai nostri occhi. La realtà sta diventando un sostituto molto debole per il mondo digitale di perfezione e fantasia. In questo quadro mentale, abbiamo potuto vedere le foto di Doug Rickard, prese direttamente da Google, in una luce molto diversa. Colberg confonde la<em>novità</em> con il significato o equivoca uno <em>sforzo relativo</em> con qualche tipo di giudizio sul valore di ciò che è stato realizzato. </p>
<p>Quella che ha già avuto luogo è un&#8217;incredibile rivoluzione. Molti fotografi negli ultimi venti o trenta anni hanno eluso questo imminente cambiamento  (Sandy Skoglund, Cindy Sherman), ma la fotografia digitale l&#8217;ha reso una realtà sconvolgente. Il punto è che non necessariamente vedi gli effetti di questo cambiamento nelle gallerie d&#8217;arte o nelle mostre fotografiche. Qui, come afferma Colberg, il mondo <em>dell&#8217;arte</em> ha, come dire, perso la direzione. Per essere un pò più duro, ha perso l&#8217;occasione (ha perso il treno).</p>
<p><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/CINDY_SHERMAN.jpg"><div id="attachment_4153" class="wp-caption alignright" style="width: 291px">
	<img class="size-full wp-image-4153 alignright" title="(c) Cindy Sherman" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/CINDY_SHERMAN.jpg" alt="" width="291" height="440" />
	<p class="wp-caption-text">(c) Cindy Sherman</p>
</div></a></p>
<p>Mentre i giovani fotografi sono sempre più fotografi <em>smartphone</em>,i fotografi <em>veri</em>, quelli che fanno <em>Fine-Art</em>, quelli con una laurea che devono giustificare la loro educazione, stanno diventando sempre più autistici mentre giocano in piccoli angoli al fine di schivare la rivoluzione che si svolge giorno per giorno al di fuori del loro mondo. Molto spesso, la narcisistica espressione di sé ha preso il posto della definizione di intellettuale. Questo ha impoverito enormemente la fotografia contemporanea ed è qui che, credo, Colberg ha efficacemente puntato il dito.</p>
<p>Ma il <em>superamento dei limiti</em> che Colberg chiede provocatoriamente è, in realtà, già avvenuto. E&#8217;, dopo tutto, una questione culturale e non necessariamente visuale. Mapplethorp, come Giotto, era rivoluzionario per le scelte dei soggetti e non necessariamente per le scelte tecniche. </p>
<p>Apprezzo molto quello che i fotografi, citando positivamente Colberg, stanno facendo, ma il loro lavoro non sta <em>spingendo i limiti</em> della fotografia digitale anche lateralmente, sta semplicemente giocando con la tecnica e il suo impatto visivo con l&#8217;eterna relazione tra segni grafici e inconscio. Semiotica inconsapevole. Questo è ciò che l&#8217;Espressionismo Astratto ha fatto nei primi anni &#8217;50 nel mondo della pittura, è anche ciò che antichi ceramisti sumeri hanno fatto 4000 anni prima della nascita di Cristo, quando hanno decorato pentole e utensili quotidiani con segni astratti, percepiti come un modo di dare agli oggetti in questione un valore e significato sovrannaturale, che trascende la banalità della vita quotidiana. Ci sarà sempre un <em>mercato</em> di strumenti visivi che ci permettono di esplorare noi stessi.</p>
<p>La fotografia ci ha aiutato a dare un senso a quello che è successo intorno a noi. Ci ha aiutato a scoprire il mondo. Oggi, spesso ci fa sbadigliare. La superficialità di molte immagini è dovuto ad alcuni dei fattori di cui Colberg parla; curatori ed editori che cercano di inventare o trovare valore interpretando le immagini che trattano o che sono invitati a trattare; fotografi che non esplorano a sufficenza qualcosa di nuovo che non sia la loro infanzia, fanciullezza o cortile. La reale perdita è che anche loro non vedono molto significato neanche lì.</p>
<p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fotografia-fotografia-bella-domanda-joerg/">La fotografia dopo la fotografia: una bella domanda, Joerg</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Fuji X-Pro1: una recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cristaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produrre]]></category>
		<category><![CDATA[Fujifilm]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fuji X-Pro1: Introduzione Durante la mia permanenza a Sanary-Sur-Mer, un bel paese della costa della Provenza in Francia, come uno degli autori della seconda edizione del Festival Photomed, ho avuto la possibilità di trascorrere un&#8217;intera giornata con la  Fujifilm X-pro1 e la lente xf18mm f2. Visto che sono stato uno dei primi acquirenti della  X100 sono adesso abbastanza abituato alle macchine Fuji della serie X. Quindi il primo contatto con la macchina mi ha dato un senso di familiarità Stessi comandi, look&#38;feel e peculiarità (le ultime, in effetti, a volte positive, a volte negative). Inoltre [...]</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fuji-x-pro1-recensione/">Fuji X-Pro1: una recensione</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignright size-full wp-image-3993" title="FujixPro-1-18mm" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/FujixPro-1-18mm.jpg" alt="" width="455" height="390" /></p>
<h2>Fuji X-Pro1: Introduzione</h2>
<p>Durante la mia permanenza a Sanary-Sur-Mer, un bel paese della costa della Provenza in Francia, come uno degli <a href="http://www.massimocristaldi.com/web/festival-photomed-2012-24-0517-06-sanary-sur-mer-france/" target="_blank">autori della seconda edizione del Festival Photomed</a>, ho avuto la possibilità di trascorrere un&#8217;intera giornata con la  <a href="http://www.dpreview.com/previews/fujifilmxpro1">Fujifilm X-pro1</a> e la lente <a href="http://www.fujifilm.com/products/digital_cameras/x/fujifilm_x_pro1/features/page_02.html" target="_blank">xf18mm f2</a>. Visto che sono stato uno dei primi acquirenti della  <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/fujifilm-x100-una-breve-recensione/" target="_blank">X100</a> sono adesso abbastanza abituato alle macchine Fuji della serie X. Quindi il primo contatto con la macchina mi ha dato un senso di familiarità Stessi comandi, look&amp;feel e peculiarità (le ultime, in effetti, a volte positive, a volte negative). Inoltre non era la mia prima volta con la X-PRO1. L&#8217;ho avuta in mando alcuni mesi fa con la lente 35mm. Questa volta ho deciso di testarla solo con la lente da 18mm  (28mm equivalente nel formato 135), una lunghezza focale appropriata alla street photography e ad alcune fotografie notturne che avevo in mente di scattare.  Come sempre queste note non possono essere considerate una recensione scientifica come quella di <a href="www.dpreview.com/previews/fujifilmxpro1" target="_blank">DPreview</a>, ma come il libretto di appunti e di impressioni di un fotografo navigato.  Non ho avuto neanche lo stesso tempo di  <a href="http://zackarias.com/for-photographers/gear-gadgets/ummm-maybe-ummm-yes-fuji-x-pro-1-review/">Zack Arias</a> per testare la macchina ma, in qualche modo sono anche un diverso tipo di fotografo e il mio punto di vista è, di conseguenza, un po&#8217; diverso dal suo. Dimenticavo: non sono legato in alcun modo a Fujifilm.</p>
<img class="size-full wp-image-3990" title="X-Pro1-16-Processed" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-16-Processed.jpg" alt="" width="880" height="587" /> X1 Pro @ di Notte, dopo un po&#8217; di post processing. E&#8217; notevole la quantità di informazione cromatica fornita da questo sensore senza noise visibile
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-01.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. The lens works well against the sun, no visible flare.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-03.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-03-center-crop.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Center Crop.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-03-side-crop.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Side Crop.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-04.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-05.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-05-center-crop.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Center Crop. Nice results @ 2.8.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-05-side-crop.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Side Crop. Some CA, can be fixed in PP.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-06.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-07.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Love the boy in the bottom left of the frame.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-08.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-09.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-10.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing.  Again, against the sun. Good dynamic range, no clipping of whites, shot in Aperture priority.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-11.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Velvia look. </p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-12.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-13.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Nice bokeh and planes separation.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-14.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-15.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-15-center-crop.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. ISO 3200... No real noise.</p></div></div>
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			<a href="javascript: void(0);" class="slideshow-next"><img style="margin-bottom:15px" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/X-Pro1-16.jpg"/><br /></a><div class="slideshow-meta"><p class="slideshow-caption">LR 4.1 standard settings RAW processing. Unprocessed version of the first shot of this article.</p></div></div>
			
<h2>Ergonomia e qualità costruttiva</h2>
<p>Vorrei tralasciare tutte le considerazioni sull&#8217;ergonomia. Nessun mistero, la macchina mi piace, si impugna bene, ha dei bei comandi e un buon livello di qualità percepita. Le sensazioni che trasmette sono migliori di quelle della  X100, dà l&#8217;impressione di un oggetto più professionale. La nota stonata in questo quadro è l&#8217;obbiettivo. L&#8217;anello dell&#8217;apertura era, nel mio particolare esemplare, un po&#8217; duro da girare è, in ogni caso, troppo piccolo per le mie mani. Dava un&#8217;impressione di plastica, in netta contrapposizione con il corpo macchina. Forse sono troppo abituato alla qualità delle lenti Zeiss medio formato che trasmettono un tipo di sensazione completamente diverso. Eppure anche l&#8217;obbiettivo Fuji 35mm mi era sembrato di migliore qualità. Le impressioni generali con il 18 mm non sono state positive: troppa plastica ma è in grado di produrre buone immagini? Beh, quando riesce a mettere a fuoco&#8230;! Sono assolutamente sicuro di aver provato una macchina aggiornata che mi è stata direttamente consegnata dalle mani di Fuji Francia ma qui i problemi della X100 nella messa a fuoco sono&#8230; peggiori! Vediamo di fare chiarezza. L&#8217; X100 non è un mostro della messa a fuoco. A volte si perde qualche scatto perchè la macchina ha deciso di mettere a fuoco dietro il soggetto. Direi che queste occasioni sono circa il 10% del totale. Quindi non proprio una tragedia, specialmente se ci si abitua al sano principio di utilizzare distanze iperfocali (ovviamente senza considerare la scala di distanza interna alla macchina che è semplicemente sbagliata). E la XPro-1 con il 18mm?? Incredibile, mi verrebbe di stimare gli errori di messa a fuoco attorno al 25% del totale, quasi inaccettabile. Ovviamente il 75% in auto-focus è più che avere una Leica m9 senza fuoco assistito. E, ancora, considerando la più ampia lunghezza focale stare in iperfocale con il 18mm è più semplice. Eppure questo strano comportamento della lente che avevo mi ha messo in uno strano atteggiamento mentale: niente fiducia. Posso solo sperare che questo era un difetto della lente che provavo e spero di poter lavorare ancora in futuro con la XPro-1 per verificare che si trattava in effetti di un problema localizzato. Ok, andiamo avanti. L&#8217;autofocus non è granchè. Il fuoco manuale? Qui ho notato un miglioramento rispetto alla X100. Con la XPro-1 non serve una vita per andare da 1 metro ad infinito. Anche se il fuoco è sempre servoassistito adesso la velocità è nettamente migliorata. Quindi il fuoco manuale, sebbene non ideale è migliore di quello della X100.</p>
<h2>Non andiamo tanto bene finora&#8230; E le fotografie?</h2>
<p>La qualità dei files che vengono fuori dalla macchina è MOLTO BUONA, tanto in JPG che in RAW. Se si utilizza Lightroom 4.1 per avere lo stesso output in termini di sharpening (maschera di contrasto) bisogna settare Amount ad 80, Radius a 0,6, Detail a 8 e aggiungere un po&#8217; di color noise reduction, tra 28 e 30. L&#8217;obbiettivo, sebbene plasticoso e incerto nel mettere a fuoco, offre un bello sfocato e immagini naturali e tridimensionali. Per intenderci: un&#8217;immagine tridimensionale non ha nulla a che vedere con moderne tecnologie di occhiali e cinema. Solo il fatto che i nostri occhi normalmente vedono le cose in diversi piani, con una gentile degradazione della qualità e dei dettagli man mano che ci si allontana da noi. Per contro, i trend recenti nella fotografia digitale dimostrano che molte lenti moderne sono in grado di offrire un nitidissimo piano focale e solo un secondo piano di elementi fuori fuoco. Questo è eccellente per fotografi sportivi o naturalistici che necessitano di catturare il dettaglio davanti ad uno sfondo sfocato. Ma è meno che ideale per la maggior parte di noi. Tra la mia attrezzatura la maestra di questo look 3d naturale è la mia &#8220;vecchia&#8221; Zeiss 80mm sulla Rolleiflex 6003. Ogni fotografia ha così tanti piani diversi e segue dolcemente l&#8217;esperienza della vista naturale.  L&#8217;ottica Fujifilm, anche se non ancora comparabile con un campione del medio formato, ma più di due piani che risultano in un&#8217;immagine ricca di profondità che quindi in quello che io chiamo natural look.</p>
<p>Questa è sicuramente una caratteristica che mette queste ottiche in una categoria a se stante, una spanna sopra molti competitors. Qualcosa che a volta mi manche in molte delle mia lenti Canon L, eccellenti sul piano focale ma caratterizzate da soli &#8220;due piani&#8221; di profondità visibili. E questo è sicuramente un&#8217;eccellente caratteristica per la XPro-1 che, assieme ad un eccellente sensore, è sicuramente in grado di offrire immagini naturali e tridimensionali.</p>
<h2>Considerazioni finali</h2>
<p>Allora questa Fuji può rimpiazzare una reflex digitale? Beh dipende molto dal tipo di fotografo che sei. Se sei un professionista forzato a lavorare sotto stress credo che avrai ancora bisogno della tua fidata reflex. Inquadrare con la Fuji non è ideale. La velocità è OK ma non così veloce. Ma&#8230; Se non sei pressato da un lavoro allora penso che si davvero possibile pensare di passare a questa macchina. Dal punto di vista della qualità, a dispetto dei 16 contro 21 megapixel, le immagini sono comparabili a quelle prodotte dalla mia Canon 5d MkII+Lenti L. Trovo ancora migliore la qualità in output del 21mm ZE Zeiss, ma non ho una lunghezza focale comparabile su Fuji per fare un confronto.</p>
<h2>Piani per il futuro</h2>
<p>Dovrei utilizzare questa macchina per un progetto completo nei prossimi mesi, quindi mi riprometto di aggiornare la recensione man mano che la mia conoscenza del mezzo migliora. Nel frattempo utilizzare i commenti qui in basso. Farò del mio meglio per rispondere a tutte le richieste. Ah: esiste anche una <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/fuji-x-pro1-review/" target="_blank">versione inglese</a> di questo articolo &#8211; verificate i commenti degli english speakers.</p>
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		<title>Primo vincitore del nostro concorso su Twitter: @markotardito</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 11:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Visual Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thevisualexperience.org/web/?p=2949</guid>
		<description><![CDATA[<p>@markotardito è il vincitore del nostro primo concorso su Twitter. Marko ha vinto uno sconto del 30% su uno dei nostri workshops, valido fino a Maggio 2013. Congratulazioni a Marko e non mancate di  visitare il suo sito web www.markotardito.com.</p><p>The post <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/primo-vincitore-concorso-su-twitter-markotardito/">Primo vincitore del nostro concorso su Twitter: @markotardito</a> appeared first on <a href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/">The Visual Experience</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://twitter.com/markotardito" target="_blank">@markotardito</a> è il vincitore del nostro <a title="Seguici su Twitter e vinci uno sconto del 30% per uno dei nostri workshops!" href="http://www.thevisualexperience.org/web/it/seguici-su-twitter-e-vinci-uno-sconto-del-30-per-uno-dei-nostri-workshops/">primo concorso su Twitter</a>. Marko ha vinto uno sconto del 30% su uno dei nostri workshops, valido fino a Maggio 2013. Congratulazioni a Marko e non mancate di  visitare il suo sito web <a href="http://www.markotardito.com" target="_blank">www.markotardito.com</a><a href="http://www.thevisualexperience.org/web/follow-us-on-twitter-and-win-a-30-discount-coupon-for-one-of-our-workshops/"><img class="size-full wp-image-2946 alignnone" title="30percent-discount-markotardito" src="http://www.thevisualexperience.org/web/wp-content/uploads/30percent-discount-markotardito.jpg" alt="" width="880" height="658" /></a>.</p>
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