6 Mesi con la Ricoh GR - The Visual Experience
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Non ho mai fatto segreto della mia passione per le piccole macchine. Avere la possibilità di portare sempre con sé una macchina fotografica vera è una cosa che mi è sempre piaciuta, convinto, come sono, che le migliori fotografie si manifestano quando meno te l’aspetti e poterle cogliere solo con uno smartphone (per quanto sofisticato) è davvero un peccato, soprattutto per chi, come me, stampa (e a volte anche in grande formato).

 

12-Catania_II__Feb_2015
Questo modo di fotografare, istintivo, non ragionato, fa un po’ a pugni con una visione maggiormente orientata al “progetto” e alle sue declinazioni. Negli anni, pur avendo sempre lavorato per progetti, ho sviluppato un piacere parallelo per una fotografia non “pensata” che può solo declinarsi se si è “camera-ready” praticamente sempre. Questa “fissazione” è diventa, grazie alla Ricoh GR, anche l’ingrediente per OCOLOY (One Camera, One Year, One Lens) un progetto in corso nel quale ho coinvolto, in un’avvincente confronto su base mensile, anche gli amici di SIKANIE.

Tornando quindi alla storia: a partire dalla vetusta Panasonic LX3 (la prima compatta con una qualità accettabile che svolge ancora il suo lavoro come macchina “snapshot” in casa) si sono avvicendate macchine “piccoline” che hanno affiancato le quelle “grandi” producendo così, oltre a fotografie viscerali, anche immagini per  progetti “importanti”. La Ricoh GX100. Le Fuji X100 ed X100s di cui ho parlato diffusamente in passato. La Sony A7R che non è esattamente piccolissima ma sicuramente più ristretta di una reflex. Poi, alla fine dello scorso anno, la Ricoh GR. Volevo, come sempre, una macchina davvero piccola da portare sempre con me che non mi facesse rimpiangere di non aver avuto una macchina “grande”, soprattutto in termini di qualità di output finale.

 

11-Catania_I__Feb_2015

Le Fuji X100/s mi sono molto piaciute, entrambe per interfaccia utente e per il mirino, ma, sicuramente, non erano proprio macchine da mettere in tasca. La Ricoh l’avevo sempre un po’ snobbata. Pur essendo una macchina molto ben valutata non solo da Ming Thein e da Lloyd Chambers ma, soprattutto, utilizzata da Daido Moriyama, mi era sempre sembrata un po’ un giocattolino, non una macchina da prendere seriamente in considerazione.

 

Catania

Con un po’ di diffidenza e approfittando di una buona offerta su Amazon.fr, ho fatto il passo… E dopo qualche giorno mi è arrivata questa cosina nera, che si impugna bene, che si accende istantaneamente, che scatta quando vuoi (nel senso che è molto “responsive”) e che mette a fuoco bene e sempre. Certo, direte, ha un 28mm equivalente quindi bella forza. Già ma le Fuji non mi hanno ma pienamente convinto quanto ad autofocus, finendo spesso per distrarsi con quanto c’è dietro il soggetto piuttosto che “focalizzarsi” con il soggetto vero. Questa no. E, ove l’autofocus non dovesse arrivare la Ricoh ha lo “snap focus”. Si “prefissa” la distanza di interesse (da 1 a 5 metri), si imposta, ovviamente, un diaframma compatibile e, se si preme fino in fondo il pulsante di scatto la GR scatta senza mettere a fuoco, ma utilizzando il setting collegato allo snap focus.

La tabella sottostante mostra le varie distanze iperfocali e quasi iperfocali:

Distanza 
Snap 
Focus  (m)
Apertura 
quasi 
Iperfocale
Sharp da ... 
a ... (m)
Apertura 
Iperfocale
Sharp da ... 
a infinito (m)
5
f2.8
2.7 a 32
f3.5
2.4
2.5
f6.4
1.3 a 42
f7.1
1.2
2
f8
1.0 a 37
f9
1
1.5
f11
0.75 a inf
f11
0.75
1
f16
0.5 a 16

In strada è perfetta. Si dà l’impressione di essere un turista con una macchinetta, non un fotografo “a caccia”. E le “prede” (perdonatemi lo scivolone venatorio) sono del tutto inconsapevoli. In esterno il clic dell’otturatore è assolutamente impossibile da sentire. La Sony A7R comunica al quartiere che state fotografando, quasi quanto fa la mia ROLLEI 6003. Le Fuji, le Leica strillano di macchina fotografica “vintage” o comunque di qualità, attirano l’attenzione, sono troppo belle da vedere, danno nell’occhio. Le reflex sanno troppo di professionista, di “matrimonialista”. Tutti scappano quando si vedono puntato un bazooka di quelle dimensioni… La Ricoh no… In questi mesi mi è capitato di scattare letteralmente “in faccia” alle persone senza che nessuno si sia accorto di nulla. L’impressione che dai, aggiungendo una certa dose di faccia tosta, è quella di essere un completo neofita sprovveduto, più da compatire che da guardare con sospetto.

 

13-Catania_III__Feb_2015

Io considero queste doti assolutamente irrinunciabili quando si fa fotografia in strada. Non mi interessa affatto passare per “fotografo”. Mi capita ovviamente di essere in giro con un’altra macchina al collo, a esempio uno dei trittici che porto a volte con me comprende, oltre all’irrinunciabile GR, una A7R+35mm e una DP3Merrill (75mm equivalente).

 

24-The_Thames__March_2014

Tre macchine fotografiche compatte, diverse, con un’ottima qualità finale, di cui sicuramente la meno intrusiva è la GR. E così, mentre qualcuno ti vede al collo un’altra macchina, la GR è sul palmo della mano a “lavorare”: d’altronde è di parecchio più piccola (anche se ovviamente più spessa) del mio iPhone6.

Non mi va, redigendo queste note, di spiegare nel dettaglio le buone cose della GR. Ad esempio menzionare che la batteria (che è in comune con le Merrill e con le Panasonic LX) dura 400-450 scatti. Che I RAW, grazie all’assenza di un filtro AA davanti al sensore e ad un’ottica assolutamente strepitosa, sono DAVVERO bellissimi. Che il menù è intuitivo e che la macchina si può configurare secondo qualunque declinazione immaginabile (difficile trovare un tale livello di customizzazione possibile anche sulle ammiraglie reflex CaNiikon). Che le fotografie si possono rivedere senza accendere la macchina ma semplicemente tenendo premuto per qualche secondo il pulsante “play”. Che anche in manuale con tempi e apertura impostati, è possibile rapidamente forzare una modifica dei tempi premendo un pulsantino: molto comodo quando si passa rapidamente da un interno ad un esterno e si ha quindi la necessità di modificare rapidamente, e di parecchi stop, l’esposizione.

Devo dire, ad onore di cronaca, che la mia GR ha smesso di funzionare, senza alcun motivo apparente, all’inizio di Aprile. Mandata in assistenza in Italia e poi (così è la prassi) in Germania, sono stato molto ben supportato da FOWA (ringrazio pubblicamente Marco Cappati per questa gentilezza) che mi ha mandato un “muletto” che ho usato per una quindicina di giorni, fino a quando la mia GR non è tornata, perfettamente funzionante .

E che, durante quei giorni, il muletto GR di FOWA, mi ha consentito di realizzare le fotografie che NON AVREI potuto realizzare se non avessi avuto non una macchina fotografica qualsiasi ma, proprio per I motivi sopra descritti, proprio la GR.

 

Catania

Si vocifera, con una certa insistenza, di un nuovo modello di GR alle porte. Mi auguro venga fuori e, con altrettanta enfasi, mi auguro che il marketing faccia bene il suo corso anche in Italia. Visto che la GR attuale è già una macchina fotografica di qualità comparabile ad una Leica M+28mmSummilux (concordo in questo con Lloyd*), sarebbe un assoluto peccato che anche il modello in arrivo restasse pressoché sconosciuto nel nostro paese, offuscato da altri prodotti, magari validi, ma non altrettanto “speciali” come la baby Ricoh.

Ah dimenticavo: oggi si trova attorno ai 500 euro…
 
 
 

* Lloyd Chambers: “Surely the Ricoh GR is a classic 28mm Leica M substitute with 90% to 120% of the image sharpness (taking focus accuracy, depth of field, field curvature, lens performance all into account in finished images, on average). Sharpness is about what accrues in the realized image, not specifications or tests or the sporadic best possible.”

Massimo Cristaldi



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